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Lavoro

PRIMO MAGGIO/ Bonanni (Cisl): una festa contro i sindacati che danneggiano i lavoratori

Quest’anno il Primo Maggio ha un significato molto particolare, anche perché cade alla vigilia di appuntamenti importanti per i sindacati. Ne abbiamo parlato con RAFFAELE BONANNI

Raffaele Bonanni (Foto Ansa)Raffaele Bonanni (Foto Ansa)

Il Primo Maggio, la festa del lavoro, quest’anno ha un significato particolare. Oltre a svolgersi nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia (ragione per cui la manifestazione nazionale dei tre sindacati confederali si terrà a Marsala sotto il titolo “Il lavoro per unire il Paese”), domenica sarà anche il giorno della beatificazione di Karol Wojtyla, uomo che prima di salire al soglio pontificio, tra le altre cose, ha conosciuto la fatica del lavoro in una cava di calcare e in una fabbrica chimica.

Inoltre, il Primo Maggio quest’anno evidenzia delle “divisioni” tra i sindacati: a Bologna, infatti, la Cgil ha deciso di non celebrare la festa del lavoro con Uil e Cisl. Cosa che ha spinto quest’ultima a tenere domani un presidio in Piazza Re Enzo. Lunedì, poi, alla ex Bertone di Grugliasco si terrà il referendum tra i lavoratori sulla proposta di contratto avanzata dalla Fiat analoga a quella di Pomigliano e Mirafiori, cui la Fiom, che rappresenta la maggioranza dei dipendenti di Grugliasco, si è sempre opposta. Infine, per venerdì prossimo Susanna Camusso ha proclamato lo sciopero generale della Cgil. I prossimi giorni sono quindi pieni di appuntamenti importanti per i sindacati, che abbiamo analizzato con Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl.

Domenica sarà una giornata molto particolare. Da un lato, infatti, c’è la celebrazione della festa del lavoro nell’anno in cui si ricorda il 150° dell’Unità d’Italia...

Sì, ed è per questo che saremo a Marsala, che simbolicamente rappresenta l’inizio dell’unificazione di popoli che diedero vita a una sola nazione, fino ad arrivare alla democrazia e a una Repubblica che è (e speriamo continui a essere) fondata sul lavoro. Ma c’è anche un altro significato particolare che vogliamo ricordare.

Quale?

Le élite di quei popoli vollero superare le dogane, vollero darsi una nazione più grande rispetto a quelle piccole esistenti che penalizzavano il Paese e il suo sviluppo. Oggi, invece, siamo lontani dallo stesso desiderio, dallo stesso spirito in Europa, dove si fa fatica ad avere un solo Stato, una sola politica, un solo Governo. Credo che ci sia un legame, quindi, tra coloro che spinsero allora per l’unità dell’Italia e coloro che devono farlo oggi per l’Europa.

A proposito di unità: qual è il clima tra i sindacati? Il Primo Maggio, a Bologna, la Cgil non sfilerà con Cisl (che sarà in piazza domani) e Uil. Per il 6 maggio, poi, il sindacato di Susanna Camusso ha proclamato lo sciopero generale...


COMMENTI
30/04/2011 - Se Bonanni è un sindacalista.... (Guido Gazzoli)

allora vuol dire che il termine sindacato in Italia da "labor defensor" a "labor offensor". A me è bastato vedere quello che ha fatto per la questione Alitalia....un piccolo particolare...incontrato a bordo gli ho chisto info sullo strano comportamento della sua "organizazzione sindacale" in tutta la faccenda..visto che alle sue risposte gli fornivo dei dati che lo smentivano...alla fine disse che "purtroppo" aveva trovato un lavoratore informato. Questo è il punto...il sindacalismo , come la politica , da noi si basa sulla delega passiva , senza partecipazione . Proprio come in Germania..e la differenza si vede.... Giorgio Gaber aveva capito tutto 40 anni fa..e lo diceva..abnzi cantava.. Guido Gazzoli

 
29/04/2011 - Precisazione spero utile (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Taddei, guardi che Bonanni intendeva dire che in tema di lavoro le leggi migliori sono quelle che recepiscono accordi formali o opinioni condivise (i cosiddetti “avvisi comuni”) di sindacati ed imprenditori. La ricerca di questi accordi e di questi “avvisi comuni” è una prassi costante della CISL in ogni sede ed è qualcosa di largamente condiviso dentro la CISL anche a livello di semplici iscritti come me. Non fa piacere un intervento d’imperio del governo in tema di relazioni sindacali, ma neppure piace la latitanza del legislatore una volta nota una convergenza tra imprenditori e sindacati. Il vero problema è che un grande (direi meglio: grosso) sindacato a questa convergenza si sottrae quasi sempre preferendo il terreno della demagogia.

 
29/04/2011 - ma chi le fa le leggi? (francesco taddei)

bonanni: "condizione importante: è meglio che le parti sociali si diano delle norme" questo significa che le riforme sui contratti non deve farle il legislatore (parlamento)ma solo con accordi imprese-sindacati. credo ci sia un po' di confusione.