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PRIMO MAGGIO/ Bonanni (Cisl): una festa contro i sindacati che danneggiano i lavoratori

Raffaele Bonanni (Foto Ansa) Raffaele Bonanni (Foto Ansa)

La festa del Primo Maggio è di tutti i lavoratori, indipendentemente dal loro credo, appartenenza, pensiero, origine, nazionalità, tanto che è festa universale: deve essere, quindi, fatta insieme. Per quanto riguarda lo sciopero del 6 maggio, come ho avuto modo già di dire, è di un solo sindacato, quindi non è generale, ma parziale, cosa che non favorisce il dialogo, ma le distanze. Inoltre, non può non avere un significato politico, vista la vicinanza con le elezioni amministrative.

Lunedì si terrà il referendum tra i lavoratori della ex Bertone a Grugliasco. Che importanza ha questo voto?

L’investimento a Grugliasco è importante, perché dà forza alla prosecuzione del piano Fabbrica Italia, che non è un progetto che si concretizza in un solo giorno, come ingenuamente, o addirittura in malafede, alcuni sostengono. Fabbrica Italia si realizza tessera per tessera dentro un mosaico più ampio, che ne definisce l’immagine complessiva. L’interruzione eventuale del percorso a Grugliasco non mette in difficoltà Mirafiori e Pomigliano, per il semplice fatto che l’azienda sta procedendo a investimenti da cui si attende un ritorno economico. Può, però, mettere in discussione la prosecuzione della collocazione delle varie tessere per arrivare al mosaico finale.

Cosa farete nel caso la maggioranza dei lavoratori di Grugliasco si dovesse esprimere contro il contratto già adottato a Pomigliano e Mirafiori?

Abbiamo detto a Marchionne che, qualora in quell’opificio non si dovesse accettare l’investimento, che richiede relazioni industriali capaci di utilizzare fino in fondo gli impianti, riteniamo sia necessario farlo comunque a Torino o in un altro luogo di produzione della Fiat in Italia, che si presta all’allestimento degli impianti per la costruzione in serie (40.000 vetture l’anno) di un autoveicolo di eccezione, quale è la Maserati. Questa produzione, insieme alla Panda riportata a Pomigliano e ai due Suv Alfa Romeo e Chrysler che saranno prodotti a Mirafiori, sono inoltre la miglior risposta ai detrattori che ripetono che Fiat non ha progetti e modelli.

In un’intervista della scorsa settimana, lei ha detto che, nel caso a Grugliasco passasse il no all’investimento, oltre a evidenziare le responsabilità di chi lo ha permesso, “ce la prenderemmo anche con Fiat”. Cosa voleva dire esattamente?

Mentre alcuni si muovono in modo anti-nazionale, altri (tra cui noi) fanno una battaglia che è onerosa, perché richiede ogni volta un confronto, anche duro. Noi vogliamo che questo investimento venga fatto, per le ragioni dette prima, ma se Grugliasco dovesse dire no, possiamo andare dove i lavoratori hanno già scelto di utilizzare un sistema contrattuale capace di assicurare l’utilizzo pieno degli impianti e (ed è questo l’importante per noi) di garantire lavoro e grandi aumenti salariali, come quelli che abbiamo ottenuto con l’accordo di Pomigliano e Mirafiori. Quindi, se la Fiat dovesse rinunciare all’investimento o decidesse di farlo altrove, ma non in Italia, non capiremmo questa scelta, perché gli impianti dove poter investire ci sono già.

La situazione è però forse complicata dal fatto che la Fiom ha presentato un ricorso contro la newco di Pomigliano: una scelta che mette a rischio il proseguo di Fabbrica Italia.


COMMENTI
30/04/2011 - Se Bonanni è un sindacalista.... (Guido Gazzoli)

allora vuol dire che il termine sindacato in Italia da "labor defensor" a "labor offensor". A me è bastato vedere quello che ha fatto per la questione Alitalia....un piccolo particolare...incontrato a bordo gli ho chisto info sullo strano comportamento della sua "organizazzione sindacale" in tutta la faccenda..visto che alle sue risposte gli fornivo dei dati che lo smentivano...alla fine disse che "purtroppo" aveva trovato un lavoratore informato. Questo è il punto...il sindacalismo , come la politica , da noi si basa sulla delega passiva , senza partecipazione . Proprio come in Germania..e la differenza si vede.... Giorgio Gaber aveva capito tutto 40 anni fa..e lo diceva..abnzi cantava.. Guido Gazzoli

 
29/04/2011 - Precisazione spero utile (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Taddei, guardi che Bonanni intendeva dire che in tema di lavoro le leggi migliori sono quelle che recepiscono accordi formali o opinioni condivise (i cosiddetti “avvisi comuni”) di sindacati ed imprenditori. La ricerca di questi accordi e di questi “avvisi comuni” è una prassi costante della CISL in ogni sede ed è qualcosa di largamente condiviso dentro la CISL anche a livello di semplici iscritti come me. Non fa piacere un intervento d’imperio del governo in tema di relazioni sindacali, ma neppure piace la latitanza del legislatore una volta nota una convergenza tra imprenditori e sindacati. Il vero problema è che un grande (direi meglio: grosso) sindacato a questa convergenza si sottrae quasi sempre preferendo il terreno della demagogia.

 
29/04/2011 - ma chi le fa le leggi? (francesco taddei)

bonanni: "condizione importante: è meglio che le parti sociali si diano delle norme" questo significa che le riforme sui contratti non deve farle il legislatore (parlamento)ma solo con accordi imprese-sindacati. credo ci sia un po' di confusione.