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PRIMO MAGGIO/ Bonanni (Cisl): una festa contro i sindacati che danneggiano i lavoratori

Raffaele Bonanni (Foto Ansa) Raffaele Bonanni (Foto Ansa)

Iniziative di questo tipo non sono a favore del lavoro e dei lavoratori. Sono solo mosse politiche, conservatrici, anti-nazionali, che hanno la mera funzione di compattare la sinistra radicale nel Paese. Cosa assolutamente legittima da parte di chi fa politica, ma illegittima per chi usa la sigla sindacale, perché vuol dire occuparsi di scopi che il sindacato non può perseguire, pena il deterioramento del funzionamento sindacale e danni molto gravi che si possono causare ai lavoratori, come in questo caso specifico.

Recentemente, si è tornati a parlare di “contratto unico”, su cui lei ha già espresso parere contrario. Cosa non le piace di questa proposta?

Non è che sono contrario: sono molto diffidente rispetto a proposte - assolutamente legittime - che giungono da singoli specialisti e che, secondo me, più che facilitare un processo di cambiamento lo trasformano talvolta in confronto ideologico. Queste proposte possono fare bene alla riflessione delle parti sociali, ma dovrebbero essere rivolte a loro, più che direttamente al Parlamento. Sarei contrario nel caso il Parlamento dovesse recepire queste proposte, perché verrebbe a mancare una condizione importante e necessaria: quella per cui è meglio che le parti sociali (imprese e lavoratori) si diano delle norme, perché a quel punto sarebbero davvero calzanti rispetto alle esigenze concrete.

Anche per aiutare l’occupazione giovanile, il Governo si prepara a riformare l’apprendistato. Come valutate l’ipotesi che le Agenzie per il lavoro possano occuparsi della parte formativa?

Non abbiamo nessun problema, anzi siamo d’accordo con l’esigenza di potenziare l’apprendistato come canale privilegiato per il lavoro dei giovani. E riteniamo che si debba utilizzare con molta più forza questo sistema per meglio far funzionare il rapporto tra imprese e giovani in cerca di occupazione e meglio organizzare la formazione mentre le persone lavorano. Il vero modo per favorire l’occupazione dei giovani nel nostro Paese resta comunque quello di fare più buona economia. Non c’è infatti lavoro, soprattutto per chi è più marginalizzato, come giovani, donne e immigrati, se non c’è una buona economia.

Il problema di molti giovani sembra però essere l’ingresso e la permanenza, attraverso contratti stabili, nel mercato del lavoro. Cosa bisogna fare?

La questione è abbastanza complessa. In Italia c’è un dato molto alto sull’uso dei contratti a tempo determinato, non riscontrabile nel resto d’Europa. Secondo me, il lavoro flessibile è un tipo di contratto che si userà sempre di più, in quanto utile per le imprese e anche per i lavoratori, ma occorre pagare di più chi fa un lavoro flessibile o usurante. Oggi, infatti, ci sono sistemi “sfruttati” da alcuni per evadere o per risparmiare su tasse e contributi. Dunque, alzare il salario di chi fa lavori flessibili e pesanti, abbassando al contempo le tasse, è l’unico modo serio per affrontare il problema, perché gli altri sistemi non sembrano orientati a risolverne la causa.

Nelle ultime settimane hanno fatto discutere le dichiarazioni di Emma Marcegaglia sul fatto che le imprese “si sentono sole”. È così? Secondo lei, mancano provvedimenti per la crescita e lo sviluppo?


COMMENTI
30/04/2011 - Se Bonanni è un sindacalista.... (Guido Gazzoli)

allora vuol dire che il termine sindacato in Italia da "labor defensor" a "labor offensor". A me è bastato vedere quello che ha fatto per la questione Alitalia....un piccolo particolare...incontrato a bordo gli ho chisto info sullo strano comportamento della sua "organizazzione sindacale" in tutta la faccenda..visto che alle sue risposte gli fornivo dei dati che lo smentivano...alla fine disse che "purtroppo" aveva trovato un lavoratore informato. Questo è il punto...il sindacalismo , come la politica , da noi si basa sulla delega passiva , senza partecipazione . Proprio come in Germania..e la differenza si vede.... Giorgio Gaber aveva capito tutto 40 anni fa..e lo diceva..abnzi cantava.. Guido Gazzoli

 
29/04/2011 - Precisazione spero utile (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Taddei, guardi che Bonanni intendeva dire che in tema di lavoro le leggi migliori sono quelle che recepiscono accordi formali o opinioni condivise (i cosiddetti “avvisi comuni”) di sindacati ed imprenditori. La ricerca di questi accordi e di questi “avvisi comuni” è una prassi costante della CISL in ogni sede ed è qualcosa di largamente condiviso dentro la CISL anche a livello di semplici iscritti come me. Non fa piacere un intervento d’imperio del governo in tema di relazioni sindacali, ma neppure piace la latitanza del legislatore una volta nota una convergenza tra imprenditori e sindacati. Il vero problema è che un grande (direi meglio: grosso) sindacato a questa convergenza si sottrae quasi sempre preferendo il terreno della demagogia.

 
29/04/2011 - ma chi le fa le leggi? (francesco taddei)

bonanni: "condizione importante: è meglio che le parti sociali si diano delle norme" questo significa che le riforme sui contratti non deve farle il legislatore (parlamento)ma solo con accordi imprese-sindacati. credo ci sia un po' di confusione.