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PRIMO MAGGIO/ Bonanni (Cisl): una festa contro i sindacati che danneggiano i lavoratori

Raffaele Bonanni (Foto Ansa) Raffaele Bonanni (Foto Ansa)

Da una parte, queste “tempeste” sono spesso solo mediatiche. Dall’altra, bisogna capire cosa significhino certe “accuse”: che non ci sono soldi per le imprese? Tutti sanno che fondi (in generale) non ce ne sono. Il problema vero, però, non è l’assenza di investimenti, ma che oggi si potrebbe lavorare moltissimo per le riforme. Invece, nonostante le belle parole, non succede niente. Insomma, bisogna muoversi su tutti quei versanti che non implicano assolutamente un aggravio per l’erario pubblico, ma che comporterebbero una notevole forza economica in più che potremmo dispiegare. Questo non si fa, spesso, né da parte del governo centrale, né da parte dei governi locali.

Una riforma importante, per cui vi siete spesi molto con la Uil, è quella fiscale. Tuttavia, dopo la costituzione e le prime riunioni dei tavoli tecnici al ministero, tutto sembra essere fermo...

No, anzi è in grande movimento. Sono state costituite le commissioni per stabilire come stanno le cose e non per fare un piccola “cosmesi”, cui noi siamo contrari, perché vogliamo una riforma fiscale integrale. Con la manovra della scorsa primavera abbiamo ottenuto che passassero il redditometro e la tracciabilità dei pagamenti nelle fatture elettroniche. Grazie a questa richiesta si sono recuperati (cosa mai accaduta) ben 25 miliardi di euro di evasione fiscale e contributiva. Tremonti ha poi accolto molte nostre richieste nel Programma nazionale di riforma.

Quali in particolare?

Il ministro, per la prima volta, ha messo nero su bianco, in un documento che verrà consegnato alla Commissione europea, che ci sarà lo spostamento della tassazione dalle persone alle cose, che ci saranno più sostegni per la famiglia, meno tasse sul lavoro e più sulla rendita, meno sugli investimenti e più sul capital gain, meno a ciò che rispetta l’ambiente e più a ciò che inquina. Inoltre, viene indicata la legge delega che noi avevamo richiesto quale strumento per discutere e definire in Parlamento la nuova legge fiscale italiana. È un fatto molto importante, perché il clima di sfiducia di oggi verso le istituzioni dipende in gran parte da un sistema fiscale ingiusto, iniquo e inefficiente. In ogni caso, continueremo a “presidiare” il tema.

In che modo?

Fino al mese scorso la Cisl ha tenuto iniziative in tutta Italia. Insieme alla Uil faremo altre iniziative per sostenere la prosecuzione di questo cammino che potrà portarci definitivamente alla riforma fiscale.

A proposito di Tremonti, il ministro dell’Economia ha ricevuto recentemente delle critiche sul suo operato anche da parte di membri del suo stesso partito e del Governo. Da quanto ha detto poc’anzi, mi sembra di capire che il vostro giudizio sia invece positivo.

Non ci interessano i giochi di palazzo, le dinamiche tra maggioranza e opposizione e all’interno del Governo stesso. A noi interessa avere a che fare con interlocutori attenti e affidabili. Quando lo sono, lo riconosciamo, come abbiamo fatto molte volte con Tremonti. Quando non è così, abbiamo modo di fare le nostre critiche. Non abbiamo nessun motivo che ci porti a fare affermazioni per ragioni politiche, anziché squisitamente contrattuali (in quanto siamo soggetti negoziali).

Guardando all’estero, in Francia si sta pensando di inserire nella manovra di giugno un norma per legare la distribuzione dei dividendi di un’impresa a quella di un premio ai dipendenti (circa mille euro a testa). Cosa ne pensate? In Italia si arriverà mai alla partecipazione dei lavoratori agli utili?


COMMENTI
30/04/2011 - Se Bonanni è un sindacalista.... (Guido Gazzoli)

allora vuol dire che il termine sindacato in Italia da "labor defensor" a "labor offensor". A me è bastato vedere quello che ha fatto per la questione Alitalia....un piccolo particolare...incontrato a bordo gli ho chisto info sullo strano comportamento della sua "organizazzione sindacale" in tutta la faccenda..visto che alle sue risposte gli fornivo dei dati che lo smentivano...alla fine disse che "purtroppo" aveva trovato un lavoratore informato. Questo è il punto...il sindacalismo , come la politica , da noi si basa sulla delega passiva , senza partecipazione . Proprio come in Germania..e la differenza si vede.... Giorgio Gaber aveva capito tutto 40 anni fa..e lo diceva..abnzi cantava.. Guido Gazzoli

 
29/04/2011 - Precisazione spero utile (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Taddei, guardi che Bonanni intendeva dire che in tema di lavoro le leggi migliori sono quelle che recepiscono accordi formali o opinioni condivise (i cosiddetti “avvisi comuni”) di sindacati ed imprenditori. La ricerca di questi accordi e di questi “avvisi comuni” è una prassi costante della CISL in ogni sede ed è qualcosa di largamente condiviso dentro la CISL anche a livello di semplici iscritti come me. Non fa piacere un intervento d’imperio del governo in tema di relazioni sindacali, ma neppure piace la latitanza del legislatore una volta nota una convergenza tra imprenditori e sindacati. Il vero problema è che un grande (direi meglio: grosso) sindacato a questa convergenza si sottrae quasi sempre preferendo il terreno della demagogia.

 
29/04/2011 - ma chi le fa le leggi? (francesco taddei)

bonanni: "condizione importante: è meglio che le parti sociali si diano delle norme" questo significa che le riforme sui contratti non deve farle il legislatore (parlamento)ma solo con accordi imprese-sindacati. credo ci sia un po' di confusione.