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Lavoro

PRIMO MAGGIO/ Bonanni (Cisl): una festa contro i sindacati che danneggiano i lavoratori

Raffaele Bonanni (Foto Ansa)Raffaele Bonanni (Foto Ansa)

È un tema su cui siamo impegnati tutti i giorni. Rientra nella nostra strategia per la democrazia economica e per la partecipazione. Non siamo, però, favorevoli a una legge dirigista che la imponga a tutti. In qualche azienda abbiamo trovato soluzioni che vanno nella direzione della partecipazione. E riteniamo che lo Stato possa studiare incentivi fiscali affinché le parti trovino il modo di raggiungere accordi per dividersi il frutto del proprio lavoro.

Tornando a quel che dicevo all’inizio, il Primo Maggio sarà una giornata speciale anche per la beatificazione di Giovanni Paolo II, il “Papa operaio”.

Papa Wojtyla ha lasciato un’eredità spirituale importantissima e un’indicazione concreta, per noi sindacalisti, davvero strabiliante. Ha scritto la Laborem Exercens, dove ha spiegato che il sindacato è strumento di promozione della dignità del lavoro e della personalità di ciascuno; ha sostenuto con forza che la partecipazione alla vita d’impresa non è, e non può essere, per l’imprenditore, né per il lavoratore, un mero sistema per procurarsi dei guadagni, ma soprattutto un modo per perseguire il bene comune; ha affermato, addirittura, che la partecipazione alla gestione dell’impresa (che noi della Cisl chiamiamo democrazia economica) ne è elemento di promozione. Il suo è stato un pontificato che ha dato molto alla Dottrina sociale della Chiesa.

In che modo?

Già nei primi anni del suo pontificato aveva visitato davvero tanti posti di lavoro (quando ero un ragazzo l’ho incontrato in un cantiere navale), dando speranza ai lavoratori. Si è poi ricollegato al pensiero sviluppato da Leone XIII nella Rerum Novarum fino a stimolare l’ultima enciclica di Benedetto XVI. Nella Caritas in Veritate, vengono infatti sviluppate e completate le considerazioni di Giovanni Paolo II sul lavoro, visto come occasione per rafforzare la nostra dignità di uomini, per formare la nostra professionalità e, spiega Ratzinger, per concorre al bene comune e al mantenimento del creato.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
30/04/2011 - Se Bonanni è un sindacalista.... (Guido Gazzoli)

allora vuol dire che il termine sindacato in Italia da "labor defensor" a "labor offensor". A me è bastato vedere quello che ha fatto per la questione Alitalia....un piccolo particolare...incontrato a bordo gli ho chisto info sullo strano comportamento della sua "organizazzione sindacale" in tutta la faccenda..visto che alle sue risposte gli fornivo dei dati che lo smentivano...alla fine disse che "purtroppo" aveva trovato un lavoratore informato. Questo è il punto...il sindacalismo , come la politica , da noi si basa sulla delega passiva , senza partecipazione . Proprio come in Germania..e la differenza si vede.... Giorgio Gaber aveva capito tutto 40 anni fa..e lo diceva..abnzi cantava.. Guido Gazzoli

 
29/04/2011 - Precisazione spero utile (Giuseppe Crippa)

Gentile signor Taddei, guardi che Bonanni intendeva dire che in tema di lavoro le leggi migliori sono quelle che recepiscono accordi formali o opinioni condivise (i cosiddetti “avvisi comuni”) di sindacati ed imprenditori. La ricerca di questi accordi e di questi “avvisi comuni” è una prassi costante della CISL in ogni sede ed è qualcosa di largamente condiviso dentro la CISL anche a livello di semplici iscritti come me. Non fa piacere un intervento d’imperio del governo in tema di relazioni sindacali, ma neppure piace la latitanza del legislatore una volta nota una convergenza tra imprenditori e sindacati. Il vero problema è che un grande (direi meglio: grosso) sindacato a questa convergenza si sottrae quasi sempre preferendo il terreno della demagogia.

 
29/04/2011 - ma chi le fa le leggi? (francesco taddei)

bonanni: "condizione importante: è meglio che le parti sociali si diano delle norme" questo significa che le riforme sui contratti non deve farle il legislatore (parlamento)ma solo con accordi imprese-sindacati. credo ci sia un po' di confusione.