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Lavoro

FOTOGALLERY/ La manifestazione Cgil a Roma. Camusso: il 9 aprile in piazza con i giovani

Sotto lo slogan “Una rinascita fondata sul lavoro” si è tenuta sabato 2 aprile a Roma la manifestazione della Cgil Lazio, cui ha partecipato Susanna Camusso

Il corteo Cgil di sabato 2 aprile a Roma (Foto Ansa)Il corteo Cgil di sabato 2 aprile a Roma (Foto Ansa)

Sotto lo slogan “Una rinascita fondata sul lavoro” si è tenuta sabato 2 aprile a Roma la manifestazione della Cgil Lazio, con un corteo che in mattinata è partito da piazza dell'Esquilino diretto a Piazza Santissimi Apostoli, dove il segretario generale, Susanna Camusso, ha tenuto un discorso davanti a 15mila persone, secondo le stime degli organizzatori. Al corteo haanno anche partecipato alcuni esponenti del Pd, di Sinistra Ecologia e Libertà e dell'Italia dei Valori. Insieme a quelle della Cgil, in strada c’erano anche tante bandiere della pace. I manifestanti hanno infatti spiegato di essere scesi in piazza anche per dire no alla guerra in Libia. Attraverso questa manifestazione, come altre tenute per esempio sempre sabato a Perugia ed Enna, la Cgil si prepara allo sciopero generale del 6 maggio.

Nel suo intervento, Susanna Camusso ha annunciato il sostegno della Cgil alla manifestazione del 9 aprile per i giovani, spiegando:  «Se i giovani hanno bisogno di dire nello slogan “il nostro tempo è adesso” vuol dire che glielo abbiamo negato.  Per questo saremo in piazza il 9 aprile con loro: questo è il tempo della responsabilità e la loro scommessa è la nostra».

A Cisl e Uil, Camusso ha rivolto un appello per dire basta agli accordi separati, «votino i lavoratori e decidano loro». Il segretario  generale della Cgil durante il suo intervento ha espresso la sua solidarietà con «I cittadini dell'Africa che hanno il diritto di ricevere accoglienza e non di essere ostaggi del Presidente del Consiglio e della Lega».  Riferendosi al governo, Camusso ha concluso il suo intervento dicendo: «Il vostro tempo è scaduto: o saprete occuparvi del Paese o noi il Paese non ve lo regaliamo. Sappiamo che si può cambiare e cambieremo. Viva la CGIL, viva lo sciopero generale».