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Lavoro

LAVORO/ C’è una flessibilità che batte il precariato

La vera flessibilità è capace di portare innovazione, di aumentare la produttività, riuscendo a collegare, spiega FRANCESCO SANSONE, il capitale umano con quello finanziario

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Una definizione di flessibilità, comunemente accettata dagli economisti, è la capacità di adattamento al cambiamento dovuto: all’accelerazione del progresso tecnico; alla variazione nella struttura del mercato dei prodotti; alla variazione nella struttura del mercato del lavoro. Per comprendere la centralità della flessibilità nel contesto attuale è decisivo considerare le ragioni fondamentali che stanno definendo e attuando il passaggio dall’economia della società industriale avanzata old economy alla cosiddetta new economy o knowledge economy, la cui crescita dipende sostanzialmente dalla diffusione e divulgazione delle conoscenze e dalla loro utilizzazione manageriale per lo sviluppo della globalizzazione dei mercati.

I nuovi mezzi di comunicazione permettono infatti di distribuire e condividere connettivamente conoscenza tra imprese ed enti pubblici e privati, entro una struttura informativa e cognitiva correlata in networks di partenariato di impresa, nell’ambito dei quali si sviluppano gradi di elevata complessità e di ampia velocità di trasformazione dell’organizzazione delle conoscenze. Inoltre, nell’attuale fase della rivoluzione industriale caratterizzata dall’affermazione e diffusione delle “nuove tecnologie”, fondate sulla microelettronica e sulla telematica, s’impone un perseguimento accelerato e su larga scala del progresso tecnico in senso lato (innovazioni di prodotto e di processo, sviluppo organizzativo, economie di scala) con effetti rilevanti sulle strutture produttive in termini di relazioni quantitative e qualitative tra prodotto e fattori produttivi.

In questo contesto, emergono effetti importanti in termini d’esigenze di flessibilità, intesa come capacità mentale e comportamentale di adattamento al e di perseguimento efficace della produttività. La flessibilità mentale e comportamentale dipende, infatti, soprattutto dall’abilità delle persone di apprendere nell’intero arco della loro vita, lifelong learning, generando nuova conoscenza e modelli organizzativi in grado di valorizzarla, learning organization. La flessibilità, e in particolare il pensiero flessibile, si può esemplificare nella capacità d’innovazione generata dalla persona, nell’adattamento alle nuove realtà dinamiche del cambiamento, nella capacità di creare e di imparare da successi e insuccessi. Infine, la capacità di concretizzare, di trasformare un’idea in un prodotto o un servizio.