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Lavoro

LAVORO/ C’è una flessibilità che batte il precariato

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Il pensiero flessibile, quale capacità di pensare utilizzando tutti gli strumenti cognitivi a disposizione della persona, ricorrendo a categorie diverse in funzione degli interlocutori e delle situazioni, determina la soluzione dei problemi complessi, ovvero quelli caratterizzati da un insieme di fatti e informazioni apparentemente non correlati tra loro e che richiedono l’applicazione degli strumenti logici e di analisi critica, ma anche intuitivi ed emotivi, per la gestione efficace della complessità relazionale. Il pensiero flessibile rappresenta il vero link tra il capitale umano e il capitale finanziario, in quanto mostra la capacità di realizzare prodotti o servizi da idee e processi, generando valore per l’impresa. (crf. F. Sansone, Il Pensiero flessibile, Franco Angeli, 2008, II edizione.)

Nella convinzione che la mente umana sia il punto di partenza e di arrivo di ogni innovazione, sarà decisivo per battere la precarietà, mettere in atto un appropriato assetto formativo sul pensiero flessibile, superando il management skill shortage su questa importante competenza per lo sviluppo di una nuova economia guidata dalla conoscenza connettiva.

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