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FIAT/ Marchionne: l’Italia non è un Paese da abbandonare

Ieri Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, ha tenuto una relazione alla Alma Graduate School di Bologna, nella quale ha parlato di Fabbrica Italia

Sergio Marchionne (Foto Ansa) Sergio Marchionne (Foto Ansa)

Ieri Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat e Chrysler, ha tenuto una relazione alla Alma Graduate School di Bologna, nella quale ha detto che il progetto Fabbrica Italia è un modo per dimostrare che “l’Italia non è un Paese da abbandonare”. Fiat, ha spiegato Marchionne, vuole eliminare le inefficienze del sistema produttivo italiano e creare “una base sana su cui far crescere la produzione, le esportazioni e le opportunità di lavoro”. Poi ha ribadito che Fabbrica Italia è nata perché Fiat, da azienda multinazionale, conosce bene la realtà dei paesi stranieri e la qualità della loro concorrenza, e non ha chiesto aiuti allo Stato per questo progetto che vuole far diventare l’azienda “un’eccellenza industriale”.

Marchionne ha anche detto che l’Italia deve essere conosciuta come “il Paese del fare” e ha poi approfittato della ricorrenza del 150° anno dell’Unità d’Italia per dire che “dalla situazione di oggi ne possiamo uscire ritornando a quella idea di origine nata negli anni della costruzione dell'Italia. Un’idea che prende le mosse dalla fiducia nella nostra nazione e in una società capace di riscoprire i motivi della propria unità e di rialzarsi, invece di approfondire quelli della propria divisione e cadere”.