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Lavoro

QUALCOSA DI SINISTRA/ Tra applausi e sentenze, ecco due verità sul caso Thyssen

Il caso Thyssen è di quelli sui quali una sinistra occidentale, se ne esistesse il campione anche in Italia, dovrebbe dire quelle parole chiare. L’analisi di SERGIO LUCIANO

Harald Espenhahn durante il processo Thyssen a Torino (Foto Ansa)Harald Espenhahn durante il processo Thyssen a Torino (Foto Ansa)

Il caso Thyssen è di quelli sui quali una sinistra occidentale, se ne esistesse il campione anche in Italia, dovrebbe dire quelle parole chiare che invece da nessuna parte siamo riusciti ancora a sentire.

Dovrebbe riaffermare cioè due verità granitiche, anche se in apparenza - solo in apparenza - contrapposte:

1) che l’incuria in cui i vertici aziendali hanno permesso che venissero lasciate le attrezzature difettose a causa delle quali nel 2007 morirono sette operai della fabbrica siderurgica di Torino è un crimine di una gravità sconvolgente, figlio di una sottocultura pseudomanageriale che, anziché essere esecrata come ignobile e indegna di un’impresa legittima e moderna, viene continuamente celebrata: utili, utili, utili e basta;

2) che, però, l’omicidio volontario è un’altra cosa, e va quindi addebitato, come reato, solo a chi deliberatamente e volontariamente tolga la vita a qualcun altro, sapendo di starlo facendo mentre lo fa, e non a chi costruisce le condizioni perché una morte avvenga ma non la determina.

Questo nostro disgraziato Paese, invece, non trova a sinistra interpreti di queste constatazioni ovvie. Per cui il caso Thyssen finisce sugli altari della cronaca solo per la sentenza clamorosa: oltre 16 anni di carcere per “omicidio volontario” a un signore tedesco lontano mille chilometri dal luogo della strage e del tutto ignaro delle persone e delle dinamiche che hanno condotto alla strage stessa; oppure per il deplorevole applauso con cui gli industriali riuniti il 7 maggio alle Assise generali della Confindustria di Bergamo hanno acclamato l’amministratore delegato della ThyssenKrupp, Harald Espenhahn, quando lamentava che un criterio giudiziario come quello applicato contro di lui dai giudici di Torino è tra i fattori che allontanano gli investimenti stranieri dall’Italia.

Mentre il caso Thyssen dovrebbe far discutere per un’altra ragione: per costruire, cioè - consensualmente imprese, sindacati e istituzioni -, un modo di vedere la gestione dei grandi impianti industriali ispirato non solo alla logica del profitto ma, prioritariamente, a quello del rispetto della vita umana e delle altre grandi compatibilità ineludibili: l’ambiente, la dignità della persona, i diritti civili di base. Insomma: non solo il profitto, ma prima di esso, l’uomo.

Se nel nostro Paese la cultura giuridica, una volta celebre nel mondo, non si fosse intorpidita e come degradata sotto il peso delle polemiche di parte, risulterebbe chiara a tutti la necessità di graduare diversamente la fattispecie di reato dell’omicidio colposo. Facciamo un esempio chiarissimo: in numerose sentenze di Cassazione si è decisa la condanna per omicidio volontario in casi di investimenti stradali commessi da automobilisti ubriachi.


COMMENTI
10/05/2011 - Gravidanza Extrauterina (Antonio Servadio)

Articolo lucido, preciso e pienamente condivisibile. Ma diciamocelo chiaro e tondo, una magistratura che dichiara "omidicio volontario" quella situazione è semplicemente una magistratura che fa politica, né più né meno. Qualcosa di profondamente fuori posto. Cosa più grave di una gravidanza extrauterina.

 
10/05/2011 - La tutela della dignita' umana prima del profitto (Z sara)

"Mentre il caso Thyssen dovrebbe far discutere per un’altra ragione: per costruire, cioè - consensualmente imprese, sindacati e istituzioni -, un modo di vedere la gestione dei grandi impianti industriali ispirato non solo alla logica del profitto ma, prioritariamente, a quello del rispetto della vita umana e delle altre grandi compatibilità ineludibili: l’ambiente, la dignità della persona, i diritti civili di base. Insomma: non solo il profitto, ma prima di esso, l’uomo." G R A Z I E per averlo ricordato...e speriamo che qualcuno ai piani "alti" faccia sua la battaglia per riportare al centro la persona, offrendoci un'alternativa a coloro i quali invece si dedicano al suo calpestamento quotidiano.

 
10/05/2011 - la capacità di equilibrio, un'altro valore raro (LUCIANO VIGEVANO)

questo articolo dovrebbe meritare la prima pagina dei giornali che veramente vogliono fare opinione seria! Un'opinione di grande equilibrio (ormai sempre più raro) tra la denuncia di un comportamento gravissimo e vergognosamente insensibile ai valori diversi dall'esasperazione egoistica (anche questi sempre più rari)e la dignità di chi dovrebbe saper fare dell'equilibrio l'alto contenuto della propria professionalità. E' altrettanto vergognoso infatti che un giudice finga di non conoscere le basi elementari del diritto per (ancora una volta) piegarsi al compiacimento popolare della politica di bassa lega. LUCIANO VIGEVANO

 
10/05/2011 - riflessioni (francesco taddei)

"deplorevole applauso" sono parole che non rendono bene la gravità della situazione.è sconcertante vedere che le sole critiche a quell'applauso, oltre che dai parenti delle vittime vengano dal mondo leghista. starò molto attento ai prossimi discorsi del presidente