BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

QUALCOSA DI SINISTRA/ Tra applausi e sentenze, ecco due verità sul caso Thyssen

Harald Espenhahn durante il processo Thyssen a Torino (Foto Ansa) Harald Espenhahn durante il processo Thyssen a Torino (Foto Ansa)

La tesi è che chi si mette alla guida di un’auto sapendo - e non si può negare che lo sappia - di aver bevuto molto alcool espone deliberatamente non solo se stesso ma anche gli altri a un rischio mortale che, se si invera, va sanzionato come un atto volontario. Diversissimo è il caso di chi guidando correttamente e in buone condizioni, intravede all’ultimo momento un ostacolo improvviso - tipicamente, un bambino che si lancia attraverso una strada senza guardare - e pur frenando non riesce a evitarlo: ce l’ha messa tutta, se n’è accorto in tempo, non era in eccesso di velocità, e perciò anche se ha di fatto ucciso non è un omicida.

Ebbene. Il caso della Thyssen è chiaramente equiparabile alla prima fattispecie, quella della consapevolezza colpevole di aver posto le premesse (in un caso l’ubriachezza, nell’altro l’obsolescenza delle attrezzature) per il probabile verificarsi di una o più morti violente. Per il codice penale, in casi di massima aggravante, anche all’omicidio colposo può essere comminata una pena molto maggiore al massimo solitamente previsto (cioè 5 anni), ma comunque fino ai 12 anni. La sentenza di Torino ha quindi voluto essere esemplare - nel primo grado: perché tutti scommettono su una sua revisione nei gradi successivi - non tanto per l’entità della pena, quanto per la scelta del reato del quale riconoscere colpevole il manager: omicidio volontario.

Sarebbe necessario trovare per i casi di questo genere - ahimè frequenti - una nuova fattispecie di reato - incuria omicida? - che facesse chiarezza e, soprattutto, nuove fattispecie di pena: per esempio, sarebbe assai più utile che i personaggi di vertice delle organizzazioni imprenditoriali che si rendessero colpevoli di questi reati più che essere condannati a improbabili lunghe pene detentive venissero inibiti dal rivestire ulteriormente quelle funzioni organizzative, con responsabilità amministrative: un po’ come capita ai banchieri che vengono condannati per reati contro il patrimonio o per reati societari e finanziari.

Sarebbe stato tanto di guadagnato per tutti se il signor Espenhahn, anziché essere messo nelle condizioni di far la vittima davanti a seimila inconsapevoli industriali plaudenti, e anziché essere condannato a 16 anni di carcere che non sconterà mai, fosse stato messo nelle condizioni di non nuocere più: che vada a coltivare la terra o a fare l’archeologo o l’archivista, ma insomma non si occupi più di attività organizzative che abbiano a che fare con la pelle del prossimo.


COMMENTI
10/05/2011 - Gravidanza Extrauterina (Antonio Servadio)

Articolo lucido, preciso e pienamente condivisibile. Ma diciamocelo chiaro e tondo, una magistratura che dichiara "omidicio volontario" quella situazione è semplicemente una magistratura che fa politica, né più né meno. Qualcosa di profondamente fuori posto. Cosa più grave di una gravidanza extrauterina.

 
10/05/2011 - La tutela della dignita' umana prima del profitto (Z sara)

"Mentre il caso Thyssen dovrebbe far discutere per un’altra ragione: per costruire, cioè - consensualmente imprese, sindacati e istituzioni -, un modo di vedere la gestione dei grandi impianti industriali ispirato non solo alla logica del profitto ma, prioritariamente, a quello del rispetto della vita umana e delle altre grandi compatibilità ineludibili: l’ambiente, la dignità della persona, i diritti civili di base. Insomma: non solo il profitto, ma prima di esso, l’uomo." G R A Z I E per averlo ricordato...e speriamo che qualcuno ai piani "alti" faccia sua la battaglia per riportare al centro la persona, offrendoci un'alternativa a coloro i quali invece si dedicano al suo calpestamento quotidiano.

 
10/05/2011 - la capacità di equilibrio, un'altro valore raro (LUCIANO VIGEVANO)

questo articolo dovrebbe meritare la prima pagina dei giornali che veramente vogliono fare opinione seria! Un'opinione di grande equilibrio (ormai sempre più raro) tra la denuncia di un comportamento gravissimo e vergognosamente insensibile ai valori diversi dall'esasperazione egoistica (anche questi sempre più rari)e la dignità di chi dovrebbe saper fare dell'equilibrio l'alto contenuto della propria professionalità. E' altrettanto vergognoso infatti che un giudice finga di non conoscere le basi elementari del diritto per (ancora una volta) piegarsi al compiacimento popolare della politica di bassa lega. LUCIANO VIGEVANO

 
10/05/2011 - riflessioni (francesco taddei)

"deplorevole applauso" sono parole che non rendono bene la gravità della situazione.è sconcertante vedere che le sole critiche a quell'applauso, oltre che dai parenti delle vittime vengano dal mondo leghista. starò molto attento ai prossimi discorsi del presidente