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INDAGINE/ Impresa e sindacati le “scommesse” per il futuro del lavoro

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- Anche rispetto ai Modelli Organizzativi (6 punti, +2,3) si segnala una previsione di incremento piuttosto sensibile, a significare che nei prossimi cinque anni si verificheranno cambiamenti che porteranno ad abbandonare logiche gerarchiche, in particolare al superamento dei vecchi paradigmi manageriali (12 risposte), a una minore centralizzazione delle decisioni sull’imprenditore (6 risposte) e una più alta propensione alla partecipazione dei lavoratori (4 risposte), che sono possibili soprattutto attraverso una più radicata cultura manageriale e grazie alla formazione mirata per imprenditori e dirigenti (8 risposte). In questo caso le aziende sono gli stakeholder più importanti nel processo di innovazione (49%) con l’obiettivo di favorire maggiormente la partecipazione dei lavoratori e dei sindacati (7 risposte).

- Un incremento - seppur più lieve - è previsto anche per la capacità delle imprese di stabilire Reti Organizzative (4,9 punti, +1,5), auspicabile secondo i rispondenti per aumentare la solidità - specie per le Pmi - nel mercato globale e superare il gap dimensionale con la Grande Impresa (12 risposte). Tra i fattori più indicati come driver del cambiamento i rispondenti segnalano: il cambiamento della cultura manageriale nelle Pmi (16 risposte), il conflitto tra politiche locali e nazionali (8 risposte), il superamento della paura nel condividere il know how (6 risposte) oltre che maggiori incentivi fiscali (5 punti).

Per quanto riguarda la possibile influenza degli stakeholder in questo processo di innovazione, si segnalano in primo luogo le imprese (46%) - in particolare attraverso una nuova cultura manageriale (10 punti) - seguite dalle istituzioni pubbliche (20%) grazie agli incentivi fiscali verso le aziende (13 risposte).

-Incrementi di poco superiori a 1 punto anche per i Settori Economici (6 punti di media, +1,2) che si sposteranno verso settori industriali nuovi e con un maggiore peso dei servizi, grazie soprattutto a una politica industriale mirata (8 risposte) e a una maggiore stabilità politica (5 risposte). Un’economia focalizzata su settori innovativi porterebbe secondo il campione di intervistati principalmente questi vantaggi: maggiore competitività a livello internazionale (8 risposte), oltre alla possibilità di diversificazione produttiva che minimizza i rischi per il sistema economico (6 risposte).

Tra gli stakeholder più influenti nel processo di innovazione i panelist individuano le imprese (37,6%) e le istituzioni pubbliche (21,2%) e segnalano la necessità di investire nella Ricerca e Sviluppo.

- Invece, tra le previsioni di incremento meno significative c’è il Rapporto tra Individuo e Organizzazione (+1,3). che riguarda la concezione individuale del lavoro. I panelist auspicano una maggiore innovazione in questo ambito e individuano - tra i fattori più importanti per contribuire allo sviluppo di una logica valoriale condivisa tra lavoratore e impresa - la diffusione di codici etici e di una maggiore Responsabilità Sociale d’Impresa (3 punti), possibile grazie a una maggiore stabilità/crescita economica (7 risposte), al cambio di valori dell’etica pubblica (6 risposte) e a una nuova cultura sindacale decentrata e non conflittuale (5 punti).

Frutti principali di questo processo di innovazione verso un contratto psicologico basato su una scelta “valoriale” del lavoratore potrebbero essere migliori prestazioni aziendali (6 punti) e una più alta responsabilizzazione dei dipendenti (6 punti).

Insieme alle imprese a cui è stata riconosciuta grande capacità di influenzare l’attuale scenario (46,3%) sono chiamati in gioco i sindacati (19%), oltre che scuola e università (12,6%).

- La sezione in cui è previsto il minore incremento riguarda Significati del Lavoro (5,52 punti +1); in particolare i principali fattori riconosciuti dai rispondenti per arrivare a una concezione del lavoro come possibilità di realizzazione personale e di riconoscimento sociale sono: la crescita economica (6 punti), ma anche un cambiamento culturale da parte dei lavoratori e dei datori di lavoro, in un’ottica più partecipativa (6 punti). Importanti anche le politiche aziendali per il miglioramento del clima lavorativo (5 risposte) e più formazione per i lavoratori (5 punti).

Invece, tra i principali vantaggi individuati in questo processo innovativo si segnalano: benessere e realizzazione personale (9 punti), maggiore coesione sociale (6 punti) e più produttività delle imprese (6 punti).

Anche in questo caso le aziende guidano la fila degli stakeholder più influenti (44%), seguite dei sindacati (20%) e dalla istituzioni pubbliche (9%).

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