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Lavoro

IL CASO/ Il lavoro in crisi? Una "profezia" di 50 anni fa...

Giovanni XXIII (Foto Ansa)Giovanni XXIII (Foto Ansa)

Si noti come Pio XI, anche alla luce dei disastrosi effetti della grande crisi del 1929, sottolinei che nel capitalismo si stava inserendo, modificandolo, la sfrenata cupidigia alla già non positiva bramosia del lucro. Sarà questo, sino a i nostri giorni, uno dei passaggi tragici del capitalismo finanziario per cui, continuamente, esso tenterà di modificare il libero mercato, regolamentato nell’interesse di tutti, nel mercato capitalistico con sempre più esigenze di deregulation. Tutto questo, perché “non si può assumere come criterio supremo delle attività e delle istituzioni del mondo economico l’interesse individuale o di gruppo, né la libera concorrenza, né il predominio economico, né il prestigio della nazione o la sua potenza o altri simili” (26).

Il ragionamento di Giovanni XXII, radicato e combinato con quello espresso ben trent’anni prima da Pio XI, coglie nella sua totalità l’insana trasformazione che viene attuata del e nel libero mercato da parte del capitalismo finanziario. Altro che encicliche superate! La Quadragesimo anno e la Mater et Magistra sono un faro profetico anche per la lettura dell’attuale crisi economica. La Quadragesimo anno inizia a vedere e la Mater et Magistra accerta e conferma l’esistenza di comportamenti capitalistici rivolti alla mera speculazione e a una sempre più massiccia separazione nelle imprese, specialmente in quelle di maggiori dimensioni, tra proprietà e scelta controllata delle strategie e della gestione.

Siamo di fronte alla spersonalizzazione completa della grande impresa, essa diviene manageriale, saranno i “direttori” il vero centro del potere. Le grandi imprese, pur rimanendo all’interno di strutture capitalistiche (per cui, almeno formalmente, il processo decisorio e la volontà più alta dovrebbero essere ricondotti a coloro che hanno conferito il capitale di rischio), hanno il capitale, ma (così come osserva Berle) non hanno più il capitalista in quanto si è “frantumato” in un numero considerevole di “finanziatori non imprenditori” che, sempre più, dimostrano di essere dei meri rentier. Rentier, sostanzialmente, disinteressati all’impresa come tale, e unicamente interessati a perseguire il massimo profitto possibile dal loro parcellare investimento effettuato nel capitale di rischio dell’impresa.


COMMENTI
19/05/2011 - l'albero e i suoi frutti (MAURIZIO BORGHI)

E'l'esatto contrario di quello che viene insegnato in tutte le Università (anche quella Cattolica) nelle facolta di Economia. Nessuno ascolta più ciò che la Chiesa ha da dire all'uomo sull'uomo e così "tutta l’economia è così divenuta orribilmente dura, inesorabile, crudele". Se almeno si imparasse tutti quanti che dai frutti si riconosce l'albero....