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IL CASO/ C'è una riforma a costo zero che aiuta chi perde il lavoro

Un operaio Indesit al lavoro (Foto Imagoeconomica) Un operaio Indesit al lavoro (Foto Imagoeconomica)

Per la maggior parte dei casi essi sono relativi a mansioni che richiedono competenze nuove e molto specifiche, non colmabili da corsi “a catalogo” e formabili solo sul posto di lavoro a fianco di un maestro. Da questo punto di vista è necessario sostenere direttamente l’impresa, soprattutto la piccola e media, che investe assumendo lavoratori che deve riqualificare “on the job”, premiando il rischio che si assume. Le risorse pubbliche per la formazione professionale devono dunque riversarsi direttamente sulle imprese invece che disperdersi spesso in rivoli legati a soggetti intermedi non sempre focalizzati sui reali bisogni di competenze delle aziende e sulla ricollocabilità effettiva del lavoratore.

Nella stessa direzione positiva andrebbe il potenziamento e il rilancio del contratto di apprendistato non solo per i giovani, ma anche per chi, a qualunque età, debba e voglia rimettersi in discussione per riqualificarsi e poter lavorare in un mondo che cambia molto più velocemente delle nostre politiche, sperabilmente tese a essere le più semplici e insieme le più flessibili possibili.

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COMMENTI
03/05/2011 - subito! (francesco taddei)

visto che i sindacati hanno un atteggiamento favorevole perchè non cominciare subito? quali impedimenti ci sono?