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E ora un welfare a misura d’uomo

Palazzo Lombardia (Foto Imagoeconomica) Palazzo Lombardia (Foto Imagoeconomica)

Un secondo indispensabile fronte di azione riguarda la necessità di affiancare agli interventi ridistributivi di risorse pubbliche nuove forme integrative di tipo assicurativo o mutualistico. Partendo dalle esperienze più significative in atto, quali, ad esempio, i casi di introduzione di welfare integrativo attraverso la contrattazione di secondo livello, stiamo elaborando una proposta di legge che promuova e favorisca la costituzione di fondi di previdenza complementare e integrativa, garantendo un fondo di rotazione regionale.

Sempre in stretta correlazione con il mondo produttivo e imprenditoriale lavoriamo per promuovere una profonda revisione dei servizi di conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, con l’obiettivo di superare ogni approccio di tipo puramente assistenziale a favore, invece, di interventi che incrementino legami e relazioni tra persone e tra servizi. Sulla conciliazione si gioca una partita fondamentale per il welfare e per il lavoro, in termini di competitività, responsabilità sociale, valorizzazione del capitale umano.

Tutti gli interventi che ho brevemente descritto si basano su modelli che prevedono la compartecipazione economica dei cittadini e degli attori sociali. Per questo è urgente portare a compimento il percorso del federalismo fiscale, così da poter introdurre detrazioni e deduzioni a favore dei singoli, delle aziende, del terzo settore. Un primo passo è rappresentato dal Progetto di Legge n. 66 di iniziativa del Presidente Formigoni, che prevede l’introduzione del Fattore Famiglia nella definizione delle soglie di accesso ai servizi e nella determinazione del livello di compartecipazione.

Con questo istituto, Regione Lombardia si candida a rideterminare le modalità di valutazione della situazione familiare volendo tutelare maggiormente, rispetto a quanto non facciano le norme nazionali attualmente in vigore, la famiglia con compiti di cura. Una scelta di responsabilità, che dovrebbe trovare concordi tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei nostri giovani e lo sviluppo di una società competitiva e solidale.

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