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IL CASO/ 2. C’è una "formula" che fa crescere imprese e lavoro

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L’accogliere il lavoro come un bene che ci è donato - e non come un giogo a cui di necessità sottostare lavorando in modo eccessivo (o addirittura diventandone schiavi) o il meno possibile (coltivando magari il miraggio del “posto di lavoro” senza impegno alcuno di lavorare) - ci fa entrare nell’atteggiamento giusto per arrivare a scoprire il senso della nostra responsabilità verso il lavoro.

Questa competence attitude nella qualità dell’orientamento al lavoro sta diventando sempre di più criterio di scelta nella selezione dei managers in ruoli di responsabilità, insieme a quella capacità di imparare, prontezza, vivacità intellettuale o pensiero flessibile (crf. F. Sansone, Il Pensiero flessibile, Franco Angeli, 2008, II edizione) per la creazione di valore nelle imprese nella knowledge economy.

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