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LAVORO/ Treu (Pd): un nuovo Statuto per aiutare chi si mette in proprio

TIZIANO TREU ci illustra un progetto di legge contenente misure per la tutela e per la promozione del lavoro autonomo, su cui ultimamente il mondo politico è tornato a concentrarsi

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Negli ultimi tempi è cresciuta l’attenzione per il lavoro autonomo. Si stanno riscoprendo le ragioni della sua importanza per l’economia e per l‘occupazione, ma insieme gli elementi di fragilità oggi drammaticamente aggravati dalla crisi. Non si tratta solo del lavoro autonomo tradizionale, diffuso nella nostra economia e spesso contiguo alla piccolissima impresa. Questo si è molto sviluppato in passato, talora anche in misura eccessiva rispetto alle dimensioni esistenti nei paesi vicini.

Oggi le forme di questo lavoro si sono diversificate, come e più di quelle del lavoro dipendente. Sono cresciuti i lavori professionali e quelli cosiddetti della conoscenza, particolarmente fra i giovani. Non solo per ricercare autonomia, ma purtroppo anche per mancanza di alternative dentro le nostre imprese, troppo restie a impiegare manodopera professionalizzata. E l’autonomia, quando c’è, è pagata dalla mancanza di protezioni, anche quelle necessarie per garantire un minimo di sicurezza in caso di malattia, maternità, mancanza di commesse. I lavoratori autonomi sono stati lasciati soli da una politica a lungo disattenta.

Oggi ci sono segnali di un nuovo interesse, mi auguro stimolato non solo da appuntamenti elettorali. La maggioranza sta avvertendo che non può più contare su una adesione acritica di questi ceti sociali, come delle piccole imprese, che pure gli hanno dato tradizionalmente fiducia. Il Pd ha capito che deve vincere la diffidenza di cui è stato circondato da questi stessi soggetti, che l’hanno visto difendere troppo esclusivamente il lavoro dipendente. Per far questo deve riconoscere la rilevanza e la specificità economica del lavoro autonomo, coglierne le esigenze di tutela e di promozione.

Con questo spirito, alcuni parlamentari del Pd, fra cui chi scrive, hanno presentato, già un anno fa, un progetto di legge contenente misure per la tutela e per la promozione del lavoro autonomo. La proposta è in linea con i principi dell’art. 35 della Costituzione, secondo cui la Repubblica deve tutelare il lavoro in tutte le forme, e prevede interventi normativi modulati in rapporto ai caratteri specifici di questi lavori che non sono omologabili a quelli del lavoro dipendente.

Per evitare rigidità controproducenti, il ddl prevede una normativa “leggera” di quadro, concentrata su una regolazione di base intesa a cogliere i caratteri e i bisogni comuni alle varie forme di lavoro autonomo. Questo quadro legislativo lascia spazio a esigenze ulteriori cui deve rispondere l’autonomia collettiva e, per i soggetti che possono negoziare in proprio, anche la contrattazione individuale, secondo una logica di sussidiarietà fra le fonti.