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LAVORO/ Treu (Pd): un nuovo Statuto per aiutare chi si mette in proprio

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Inoltre, la tecnica della normativa quadro permette di rispettare la complessa ripartizione di competenze fra Stato e autonomie locali, in base alla quale soprattutto gli aspetti promozionali degli interventi in materia rientrano sempre più nell’ambito dei poteri normativi e organizzativi delle regioni e degli enti sub regionali. La scelta di concentrarsi su una regolazione comune di base comporta che tale regolazione non annulla la specificità, né si sovrappone alle regole proprie, delle singole categorie (artigiani, commercio, professionisti, cooperatori, collaboratori), ma definisce un denominatore di tutele e incentivi comuni di questi soggetti. È la prevalenza del fattore lavoro rispetto al capitale che va valorizzata, anche se questo lavoro si esprime in forme giuridiche diverse (cooperative, imprese artigiane e commerciali, società di persone).

L’attenzione al lavoro autonomo, anche organizzato in forma di micro impresa, pone tale normativa al confine con altre proposte di legge presenti nello scenario parlamentare e ispirate alle indicazioni europee dello Small Business Act (Sba), in particolare riguardanti lo statuto dell’impresa. I contenuti della normativa rispondono a un duplice obiettivo: di tutela e di promozione del lavoro autonomo. In entrambe le direzioni le nuove proposte non riproducono gli schemi presenti per il lavoro dipendente, ma li adattano ai caratteri di questi lavori. Così, ad esempio, la promozione delle opportunità di impiego e della mobilità richiede che siano istituiti servizi dedicati, osservatori e sportelli unici, in grado di rispondere alle esigenze specifiche di categorie fra loro diverse.

Analogamente, la tutela di questi lavori nei casi di inattività temporanea o di cessazione di attività per crisi di mercato, abbisogna di “sostegni” finalizzati più complessi di quelli forniti dagli ammortizzatori sociali previsti per i dipendenti: prestiti agevolati o sostegni economici in forma di somme forfettarie una tantum, anche a fondo perduto.

Nelle stesse ipotesi è utile fornire appoggio alla costituzione, da parte delle varie categorie di lavoro autonomo, di fondi mutualistici, competenti a erogare agli aderenti aiuti monetari e di servizio in caso di crisi e di inattività. Gli stessi fondi sono abilitati a favorire le attività di formazione e tutele al reddito in caso di malattia, infortunio, maternità e paternità.