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LAVORO/ Treu (Pd): un nuovo Statuto per aiutare chi si mette in proprio

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A questi obiettivi rispondono misure diverse:

Sostegni alla qualificazione e riqualificazione delle competenze necessarie all’attività svolta, con interventi attivabili da Stato e Regioni, attingendo anche a fondi europei. I sostegni consistono, in particolare, nell’incremento delle deduzioni dalla base imponibile delle spese per la formazione;

Sostegni, anche qui attivabili dallo Stato e dalle Regioni, all’avvio, al consolidamento, alla riconversione delle attività autonome, alla loro internazionalizzazione (finanziamenti in conto capitale, prestiti agevolati, supporto alla ricerca di fondi, servizi informativi e di orientamento);

Misure per favorire un accesso non discriminatorio dei lavoratori autonomi e delle microimprese alle commesse e appalti pubblici;

Incentivi alla ricerca e all’innovazione di impresa, a valere sui fondi esistenti, prevedendo che una quota di essi sia destinata al lavoro autonomo;

Sostegno dell’imprenditoria giovanile e femminile, anche per favorire l’avvio di attività in proprio da parte di lavoratori dipendenti espulsi dal mercato del lavoro;

Promozione delle pari opportunità di accesso al lavoro autonomo e di crescita professionale, attraverso misure specifiche di sostegno alla maternità mirate ai lavoratori autonomi;

Promozione delle opportunità di impiego e della mobilità dei lavoratori autonomi, attraverso l’istituzione di servizi dedicati, osservatori e sportelli unici;

Tutele del reddito in caso di inattività temporanea o di cessazione di attività per crisi di mercato;

In via generale, riduzione dell’imposizione gravante sulle attività di lavoro autonomo, attraverso l’incremento delle deduzioni dalla base imponibile ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive (Irap);

Istituzione, d’intesa con le Regioni, di marchi di qualità per i lavori autonomi, in conformità e a specificazione delle norme previste per la tutela del made in Italy;

- semplificazione degli adempimenti amministrativi;

Riordino della disciplina dei pagamenti dei crediti dei lavoratori autonomi nei confronti delle pubbliche amministrazioni e delle imprese committenti, orientato a definire condizioni e termini peculiari per i crediti maturati dai lavoratori autonomi, e a introdurre procedure arbitrali per la soluzione rapida delle controversie relative ai mancati o ritardati pagamenti.

Infine, in via generale, si conferma il riconoscimento, anche per i titolari di attività imprenditoriali e autonome, dei diritti fondamentali già risultanti dalle normative generali, e la valenza interprivata di tali diritti (quindi, in particolare, nei confronti dei committenti).

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