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I servizi delle agenzie private decisivi per inserire gli under 30 nel mercato

L’ottimizzazione degli strumenti volti a migliorare il mercato del lavoro passa sempre più ormai dall’attività delle Agenzie per il lavoro, che svolgono una funzione sociale

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L’ottimizzazione degli strumenti volti a migliorare il mercato del lavoro, a facilitare il reinserimento dei disoccupati e l’entrata di chi è in cerca di una prima occupazione, anche con riguardo alle fasce più vulnerabili e alle aree più difficili del nostro Paese, riconosce uno dei suoi aspetti più significativi nella piena operatività dei soggetti privati nell’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e nell’espansione della “funzione sociale” delle agenzie per il lavoro, accanto alle quali permangono spazi di interazione tra pubblico e privato che pur rivelano peculiarità e problematiche legate anche al territorio in cui essi operano.

In tale contesto si inscrive la legge 183/2010, il cosiddetto Collegato lavoro. Tra i numerosi e discussi punti affrontati dal provvedimento vi è, infatti, la volontà di potenziare ulteriormente i servizi per l’impiego sulla base dei principi già rinvenibili nella legge 247/2007, in uno con l’obiettivo di valorizzare le sinergie tra i servizi pubblici e le agenzie private per il lavoro. Da notare, però, come l’originario obiettivo sia perseguito dal legislatore non soltanto col tentativo di potenziare la collaborazione tra Apl edistituzioni pubbliche, bensì anche tramite lo sviluppo di istituti e figure trasversali.

Immediato il pensiero all’apprendistato, figura contrattuale cui si vuole dare una nuova centralità vista la sua grande potenzialità - sia grazie alle tre forme nelle quali è strutturabile, che alla sua puntuale forza formativa - ad assumere il ruolo di principale leva di placement, soprattutto per i giovani al di sotto dei trent’anni.

Inoltre, un ulteriore rilievo è stato dato alla Borsa continua nazionale del lavoro e in particolare ai suoi nodi regionali e interregionali, fondamentali per conferire al sistema l’apertura e la trasparenza necessaria a implementare appieno l’integrazione e il coordinamento di un sistema di collocamento che si vuole caratterizzato dalla coesistenza tra soggetti pubblici e privati.

La ratio perseguita dal provvedimento non può che riflettersi positivamente sulla situazione della regione Campania, storicamente in difficoltà relativamente ai tassi di impiego e al funzionamento del mercato del lavoro in generale. Il provvedimento si innesta infatti nel - quasi coevo - processo di implementazione del Piano straordinario per l’occupazione approvato dalla Regione l’8 ottobre dello scorso anno.