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I servizi delle agenzie private decisivi per inserire gli under 30 nel mercato

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Prescindendo da considerazioni più generali sullo stesso, non del tutto positive, in quanto, nell’opinione di scrive, eccessivamente concentrato sul finanziamento pubblico a discapito di una vera politica di sussidiarietà - che potrebbe, invece, garantire risultati più stabili e duraturi, in grado di portare la Regione a vincere una sorta di assuefazione ai finanziamenti pubblici che non può che vedersi come una patologia - occorre concentrare l’analisi sulla parte relativa al “Masterplan regionale” sui servizi per l’impiego.

Tale piano prevede l’attuazione di un’azione di sistema che vada a colmare le lacune presenti nel mercato del lavoro campano tramite l’erogazione di fondi - sempre di derivazione pubblica - a piani provinciali che, per mezzo del sistema degli accreditamenti, vadano a qualificare a livello settoriale l’attività dei Centri per l’impiego rendendola più funzionale.

Senza voler essere eccessivamente critici nei confronti di un provvedimento che nel suo complesso ha comunque dato, nell’immediatezza, discreti risultati, è necessario rilevare come il sistema degli accreditamenti, in questo contesto, sia un passaggio necessario ma non sufficiente a realizzare la ratio ultima di questo istituto.

Il fine dello stesso, infatti, consiste nella realizzazione di un mercato del lavoro in cui lavoratori e datori di lavoro abbiano un’ampia ed effettiva libertà di scelta relativamente all’intermediario, in cui vi sia semplicità e trasparenza delle regole ed efficacia dei servizi nel rispetto dei principi del welfare to work da parte degli utenti.

In tale ottica più opportuno sarebbe stato eliminare l’onere di ulteriori atti amministrativi per i soggetti accreditati, in modo che gli stessi potessero entrare direttamente, una volta accreditati, nella rete regionale dei servizi per l’impiego, analogamente a quanto previsto dalla legge regionale 28 settembre 2006 n. 22 promulgata della Regione Lombardia.

Si attendono a questo punto le prospettive concrete di interazione tra il piano regionale e il Collegato lavoro, dalle quali ben potrebbe scaturire una ridefinizione, o meglio un bilanciamento nell’ottica della maggiore efficienza, del raccordo tra Apl e operatori pubblici.

 

(Maria Giovannone, Ricercatrice Adapt - Centro studi internazionali e comparati Marco Biagi. Marco Viola, Dottorando della Scuola internazionale di dottorato in formazione della persona e mercato del lavoro Adapt - Cqia, Università degli Studi di Bergamo)

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