BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

LAVORO/ Quel contratto che fa felici tre persone

Foto Fotolia Foto Fotolia

Allora, anziché limitare la scelta del lavoro femminile aquesto o quello,come troppo spesso succede, proviamo fare in modo che possa essere questo e quello:diamo alla lavoratrice mamma la possibilità disceglierecome impostare la sua vita lavorativa attraverso alcuni semplici suggerimenti operativi. Aiutiamo le mamme a ottenere, se richiesto, il lavoro part-time, che non costa di più all’azienda. Sollecitiamo gli imprenditori e le imprenditrici (spesso mamme a loro volta), i dirigenti, sia privati che pubblici, sensibili al problema, a favorire e mettere in atto una seria politica aziendale di concessione dell’orario part-time per le loro “lavoratrici madri” che ne facciano richiesta. I sindacati, volendo, potrebbero svolgere una concreta azione incentivante in molti modi.

Chiediamo ai politicidi codificare per le madri il diritto di chiedere e di ottenere che il ritorno al lavoro possa avvenire con un orario part-time (4/5/6 ore a seconda delle esigenze), fino a quando il figlio più piccolo non raggiunga almeno i 3 anni (6 sarebbe meglio).Chiediamo anche, se possibile, l’erogazione di un “bonus”, sia alle aziende che concedono alle mamme l’orario part-time, sia alle mamme che lo richiedono. Basta modificare la Legge n. 53 del 8 marzo 2000, che non ha funzionato e sulla quale ci sono fondi disponibili inutilizzati.

Teniamo ben presente che un solo contratto “part-time” fa felici tre persone: un figlio che può stare con sua madre, che per lui è la persona più importante in assoluto; una madre che può dedicare più tempo a suo figlio, che è la cosa che certamente desidera di più; una disoccupata che potrebbe essere assunta, per coprire lo spazio lasciato libero dalla riduzione dell’orario di lavoro della lavoratrice madre.