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Con la flessibilità si superano molti ostacoli

Flessibilità aziendale e contrattazione di secondo livello sono temi di grande attualità e allo stesso tempo le parole chiave che governano il mercato del lavoro

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Flessibilità aziendale e contrattazione di secondo livello sono temi di grande attualità e allo stesso tempo le parole chiave che governano il mercato del lavoro anche sul terreno della conciliazione vita-lavoro. Una problematica, questa, individuale che assume valenza collettiva di fronte alle regolamentazioni contrattuali e aziendali che ne definiscono le condizioni e un fenomeno che investe diversi ambiti dall’organizzazione alle politiche aziendali, agli aspetti contrattuali.

Flessibilità aziendale e contrattazione decentrata sono anche tra gli obiettivi dell’intesa sulla conciliazione firmata dalle parti sociali il 7 marzo 2011 dove l’occupazione femminile, e gli strumenti per promuoverla, sono tra i punti nevralgici. L’azione sinergica tra le iniziative legislative e le politiche sociali e contrattuali si muove, infatti, sul terreno della contrattazione nazionale e soprattutto decentrata. L’obiettivo è favorire un approccio integrato alla tematica lungo tre linee direttrici: flessibilità nei tempi e nei luoghi di lavoro, politiche a supporto della maternità e paternità, formazione/informazione del personale e comunicazione interna.

Sperimentare e implementare in azienda misure che riducono e/o articolano diversamente il tempo di lavoro, come part-time, telelavoro, lavoro ripartito, lavoro intermittente, tipologie contrattuali a orario ridotto, modulato e flessibile, flessibilità di orario in entrata e in uscita, banca delle ore, sono azioni prioritarie nelle aziende che guardano al benessere organizzativo come positiva interfaccia tra l’organizzazione e le sue risorse.

Ma vi è anche un altro aspetto importante: il bilanciamento vita-lavoro attraverso le leve messe a disposizione dalla contrattazione decentrata concorre a ridurre la perdita di produttività. Tanto è dimostrato anche dai dati pubblicati dal rapporto della fondazione I-Csr People First! Le dimensioni del bilanciamento tra vita personale e professionale: le nuovi prassi italiane. Per la maggior parte delle aziende coinvolte nel progetto il benessere del lavoratore è considerato un fattore strategico e cruciale che garantisce benefici all’organizzazione sia in termini di produttività, sia di qualità dei prodotti e dei servizi offerti.