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Lavoro

PROPOSTA/ Angeletti (Uil): ecco i veri tagli che servono a far crescere l'Italia

I rapporti tra i sindacati e le misure approvate ieri dal Consiglio dei ministri sono tra i temi trattati da LUIGI ANGELETTI, Segretario generale della Uil, in questa intervista

Luigi Angeletti (Foto Ansa)Luigi Angeletti (Foto Ansa)

Oggi la Cgil scende in piazza per uno sciopero generale contro le politiche messe in atto dal governo Berlusconi in tema di economia e di lavoro. Una scelta, quella del sindacato guidato da Susanna Camusso, che il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, sceglie di non commentare, spiegando a ilsussidiario.net che «anche se facciamo cose diverse, la prima cosa che bisogna fare è non insultarci. Coerentemente con questo, non faccio commenti sullo sciopero generale della Cgil».

Ma com’è il clima tra i sindacati?

I rapporti personali sono buoni. Ovviamente abbiamo qualche opinione diversa. L’unico passo avanti che bisognerebbe fare è quello di ridurre il più possibile le forme di aggressione verbale e i tentativi di delegittimare gli altri, perché sono cose che possono solo peggiorare la situazione. Questo sarebbe già un buon inizio per cercare di ristabilire un clima decente a livello complessivo. Da qui la mia decisione di non commentare la scelta della Cgil.

Il Primo Maggio a Torino, sul palco in piazza san Carlo, sono state bruciate alcune bandiere di Uil e Cisl. Non si tratta del primo episodio del genere: come mai finite sempre nel mirino?

Rispondo con una battuta: ci sono un sacco di persone che non sapendo cosa fare (e quando lo sanno preferiscono non farlo) esercitano tutta la loro influenza nel criticare quello che fanno gli altri.

A proposito di fare: ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto sviluppo. Cosa ne pensa?

Due cose mi sembrano molto positive: il bonus fiscale per le assunzioni nel Mezzogiorno e la decisione di eliminare quell’inutile forma di precarietà nella scuola. Quest’ultima mi sembra una scelta saggia che andava presa da molti anni. È poi assolutamente condivisibile la creazione di aree a “burocrazia zero”. Anche se resta un dubbio.

Quale?

Che questo provvedimento non venga poi messo in pratica. Per questo chiediamo che queste semplificazioni vengano fatte per davvero, perché credo che sia questo il principale freno alla crescita della nostra economica. Poiché la crescita attraverso il debito non si è rivelata storicamente molto intelligente, è inutile chiedere al governo di aumentare la spesa pubblica, facendo aumentare così i debiti. Bisogna allora fare in modo che la semplificazione funzioni, che non resti solo una buona intenzione, dato che immagino già tutte le resistenze che si troveranno per strada.

Cosa manca invece ancora nell’azione del governo?