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PROPOSTA/ Angeletti (Uil): ecco i veri tagli che servono a far crescere l'Italia

Luigi Angeletti (Foto Ansa) Luigi Angeletti (Foto Ansa)

Due cose per noi molto importanti: la riforma fiscale e la riduzione di almeno 10 miliardi di euro dei costi della politica. Regioni, Comuni ed enti locali si lamentano spesso della mancanza di fondi, ma prima di farlo dovrebbero ridurre il loro costo di funzionamento, non i servizi e gli investimenti. Se lo faranno, poi insieme potremo condurre una battaglia per far aumentare gli investimenti e la qualità dei servizi.

I costi della politica non andrebbero ridotti anche a livello centrale?

Guardi, a livello centrale bisogna certamente ridurli, ma i maggiori costi sono a livello periferico: il rapporto è infatti di 20 a 80. È vero, come dice il presidente del Consiglio (che però dovrebbe almeno provare a prendere qualche provvedimento sul tema), che abbiamo mille parlamentari, cosa che non esiste in altre parti del mondo, ma è vero anche che abbiamo 145.000 persone elette sul territorio che amministrano i nostri soldi, cosa, anche questa, che non esiste in altre parti del mondo.

Qual è il suo giudizio sulle politiche messe in atto finora dal governo in campo economico?

Le misure del governo per contrastare la crisi economica sul piano sociale sono state tutte quelle che si potevano realisticamente prendere. Secondo il mio modesto parere, quello che il governo sta cercando di fare adesso, con il Decreto sviluppo, bisognava farlo prima, magari un anno fa. Si tratta di buone riforme a costo zero che sono sopportabili anche da un’amministrazione che ha il debito pubblico al 119% circa del Pil. E che non è il caso di far salire ulteriormente.

La politica degli ammortizzatori sociali ha funzionato?

È stata assolutamente necessaria e, guardando anche quello che è successo negli altri paesi, assolutamente efficace. Certo, non esistono soluzioni perfette. L’unica cosa di cui bisogna curarsi è fare meglio di quel che fanno gli altri.

La vittoria dei sì alla ex Bertone di Grugliasco è un nuovo segnale positivo per Fabbrica Italia. Sapete già quale sarà il prossimo passo del piano di Fiat? Il ricorso presentato dalla Fiom contro la newco di Pomigliano rischia di frenarlo?

Se potessimo dire qualcosa di più rispetto a quello che è stato detto da due anni a questa parte sul piano lo avremmo già detto. Se il ricorso della Fiom fosse accolto, le conseguenze sarebbero imprevedibili. Non c’è comunque a priori volontà di bloccare il proseguimento di Fabbrica Italia né da parte di Fiat, né tantomeno nostra. In ogni caso, anche se non sono un magistrato, penso che questo ricorso non troverà accoglimento.

Quanto avvenuto a Grugliasco ha anche creato una situazione particolare all’interno della Fiom, con i delegati e i vertici che hanno preso decisioni opposte sulla firma del contratto. Cosa pensa della situazione dei metalmeccanici della Cgil?