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PROPOSTA/ Angeletti (Uil): ecco i veri tagli che servono a far crescere l'Italia

Luigi Angeletti (Foto Ansa) Luigi Angeletti (Foto Ansa)

Penso che adesso sia evidente a tutti il motivo per cui abbiamo firmato tanti accordi importanti senza la Fiom: quando è chiamata a decidere, a differenza di Pomigliano e Mirafiori dove era minoranza, si tira sempre indietro. La Fiom si sta trasformando in un grumo di opposizione che, ovviamente, funziona quando può “protestare” tranquillamente. Nel momento in cui, invece, dovrebbe governare si scansa perché ha perso la capacità di farlo. Non rientra nel suo orizzonte strategico l’assumersi una qualche forma di responsabilità.

Il Consiglio dei ministri ha anche approvato la riforma sull’apprendistato. Cosa ne pensate?

È un provvedimento che abbiamo concordato insieme al ministero del Lavoro e riteniamo che sia una soluzione positiva, perché garantisce un contratto a tempo indeterminato. Chiediamo però al governo di ridurre alcune forme o strumenti di assunzione fortemente precarie, come le partite Iva utilizzate in maniera scandalosa al posto dei contratti di lavoro dipendente o gli stage gratuiti o retribuiti con cifre ridicole (a volte 100 euro al mese), di cui si sta facendo un largo abuso.

La sua è una critica alla flessibilità?

No. Sto dicendo che da una parte bisogna regolare nel modo più efficace possibile le forme di flessibilità, anche per quel che riguarda l’ingresso nel mercato del lavoro, ma dall’altro è necessario limitare tutto ciò che si presta a forme vere e proprie di alimentazione della precarietà, che nulla ha a che vedere con la flessibilità.

Tornando al tema dell’apprendistato, come valutate l’ipotesi che le Agenzie per il lavoro possano occuparsi della parte formativa?

Pensiamo che l’importante sia che la formazione si faccia, anche perché in Italia troppo spesso siamo stati abituati a un sistema che ha garantito i formatori piuttosto che coloro che dovevano essere formati. In ogni caso, l’unica funzione importante, essenziale, non delegabile dallo Stato nelle sue varie articolazioni (visto che la formazione è di competenza delle Regioni) è di verificare che venga fatta sul serio.

Cosa pensa invece della proposta del “contratto unico”?

Secondo me, è una soluzione abbastanza razionale, ma mi sembra che non abbia raccolto ancora molti sostegni.

Alcuni associano a questa proposta l’eliminazione dell’articolo 18, visto come elemento che determina una forte rigidità in uscita sul mercato del lavoro.