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Lavoro

IDEE/ C’è un link tra lavoro e finanza che fa il gioco delle imprese

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Il Capitale intellettuale può essere definito come la rappresentazione di tutte quelle risorse che costituiscono la fonte della differenza tra il valore di mercato e quello contabile di un’organizzazione e consentono alla stessa di generare un vantaggio competitivo nel tempo. Il Capitale intellettuale d’impresa, quindi è rappresentato dall’insieme delle tre fondamentali risorse: Capitale relazionale, rapporto con i clienti fornitori, reputazione, immagine, fidelizzazione, marchio; Capitale organizzativo, procedure, istruzioni, modelli organizzativi; Capitale umano, conoscenze, comportamenti abilità.

Nell’ambito del Capitale intellettuale, la risorsa strategica per l’innovazione è senz’altro il Capitale umano, termine coniato da Theodore Schultz, un economista, vincitore del Premio Nobel nel 1979, che ha dedicato gran parte dei suoi studi alla condizione dei paesi sottosviluppati nel mondo. Egli giustamente rilevò come i concetti tradizionali dell’economia non avessero finora preso in considerazione questo importante fattore.

La valorizzazione del Capitale umano costituisce, o dovrebbe costituire, un’attività centrale in grado di determinare benefici anche sotto il profilo della qualità della vita e della competitività nella duplice valenza strategica di sviluppo delle potenzialità di ogni singola persona e insieme della partecipazione complessiva delle persone al progresso e crescita della società.

Tale processo si inserisce, peraltro, nel contesto degli orientamenti dell’Unione europea finalizzati alla promozione della società della conoscenza, così come viene espressamente indicato nella Strategia di Lisbona: “To become the most competitive and dynamic knowledge-based economy in the world, capable of sustainable economic growth with more and better jobs and greater social cohesion”.