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IL CASO/ 2. Quel vento dell’Asia che porta crescita e lavoro

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Un luogo, il lavoro, che produce ricchezza in proporzioni importanti in ragione del modo in cui vengono percepiti i rapporti sociali. Non solo. Anche i fondamenti dell’uomo, il suo rapporto con il trascendente, incidono nei rapporti sociali e quindi in quelli di lavoro migliorandone la qualità: parallelamente allo sviluppo economico, si registra, infatti, una crescita della pratica religiosa. Secondo l’Istituto Acton, questo è indice di un rapporto più consapevole e salutare con il lavoro, oltre che produttivo.

Il lavoro inteso in questo modo - come opportunità per l’uomo, verso se stesso e verso gli altri - è lo spirito di fondo che anima la riforma in Italia, avviata ormai 15 anni or sono; è ciò che Maurizio Sacconi chiama “antropologia positiva”, visione chiaramente contrapposta a quella classista.

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COMMENTI
01/06/2011 - Povertà in Asia (Lorenz Lopez)

Interessante come gli autori dell'articolo propagandino un modello economico dove al primo posto nella scala dei valori c'è il PIL e il Reddito. Ma si rendono conto che il futuro non è qui ? Certo, probabilmente in Cina, ad esempio, la povertà (intesa come reddito basso) è diminuita ma possiamo con questo affermare che la qualità di vita è aumentata ? Si, per qualche nuovo milionario cinese è senz'altro aumentata ma chiedetelo a chi lavora con turni masacranti nelle fabbriche e nei laboratori ! Sul discorso del welfare poi non ho dati per esprimere giudizi definitivi ma prima di buttare il nostro sistema di protezione sociale mi chiederei perchè negli USA si sta facendo marcia indietro rispetto ad un modello troppo liberistico. Certo promuovere la famiglia come centrale in un sistema socioculturale è lodevole ma non significa essere classisti se si afferma che lasciando tutto alla società civile spesso se ne avvantaggiano quelli che hanno già mezzi adeguati per sopravvivere, e i poveri rimangono sempre più poveri e meno protetti. Questo è il grande rischio della sussidiarietà malamente intesa.