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LETTERA/ I segreti della Francia, dove il lavoro non penalizza i giovani

lunedì 13 giugno 2011

Dopo sei anni di lavoro nelle risorse umane per Gi Group Spa in qualità di Responsabile Commerciale, prima presso l’agenzia di Borgosesia (Vc) e in seguito nella filiale di Saronno (Va), da gennaio di quest’anno mi è stata proposta una nuova sfida professionale e ho così iniziato la mia esperienza in Gi International, con il ruolo di Area Manager presso la nostra società francese, Gi Group Automotive Sas.

Il primo impatto con il mercato francese è stato sbalorditivo: mi sono ritrovato in uno deimercati più importanti e storici delle Agenzie per il lavoro, dove le prime di esse hanno iniziato a operare già negli anni '60, e la giurisprudenza del Code du Travail (Diritto del lavoro) ha iniziato a disciplinarlo con gli articoli 1251-5, 1251-6 e successivi a partire dal 1970.

Nonostante il radicamento dell’interinale nel tessuto lavorativo francese, il settore non è riuscito a evitare il contraccolpo della crisi economica del 2008. Le più grosse società di lavoro temporaneo in Francia negli ultimi tre anni si sono trovate costrette a chiudere in totale più di mille filiali. Le agenzie hanno subito la crisi dei loro clienti, ritrovandosi con gran parte del personale interinale "au chômage" (lasciato a casa), e hanno assistito solo a partire dal 2010 a una reale e costante crescita delle richieste/offerte di lavoro.

Dopo una timida ripresa iniziata nel marzo 2009, infatti, il trend positivo si è confermato per tutto l’anno successivo. La crescita dell'ultimo trimestre 2010 del 20% è stata confermata nei primi mesi del 2011, con una progressione nel mese di aprile del 13,8% (rispetto allo stesso periodo del 2010). Questo sviluppo presenta però delle “anomalie”. Infatti, pur essendo la Francia un Paese a forte predominanza logistica (terziario), è soprattutto il settore industriale a “tirare” la crescita del mercato del lavoro (+33%).

Con la ripresa ormai consolidata, le agenzie francesi stanno affrontando un nuovo problema, la carenza di risorse umane sul mercato del lavoro. Oggi il tasso di disoccupazione è costantemente in calo, perché molte aziende hanno reintegrato il personale che l’anno scorso era stato sospeso dal lavoro. In particolare, ad aprile si è registrato un -0,3% rispetto a marzo.

Analizzando più attentamente i dati si scopre, in realtà, che il tasso di disoccupazione è ancora in aumento rispetto al 2010. Confrontando il mese di aprile emerge un aumento della disoccupazione dello 0,8%. Le fasce più colpite sono soprattutto le donne (+3,1%) e le persone con più di cinquant’anni (+12,9%), mentre per gli uomini sotto i venticinque anni diminuisce del 10,7%.



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