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LETTERA/ I segreti della Francia, dove il lavoro non penalizza i giovani

Il Presidente francese Nicolas Sarkozy osserva un cuoco al lavoro (Foto Ansa) Il Presidente francese Nicolas Sarkozy osserva un cuoco al lavoro (Foto Ansa)

Al calo della disoccupazione si associa l’effetto del sistema di assistenza statale attuato in Francia: molte delle persone che usufruiscono di aiuti statali, infatti, spesso rimandano la ricerca di un impiego. Su 4.300.000 persone iscritte al Pole emploi (Ufficio di collocamento), 590.000 non hanno fatto nessuna azione positiva nel mese di aprile per tornare nel mondo lavorativo.

Nonostante queste momentanee difficoltà, le Agenzie per il lavoro rimangono gli attori principali del mercato del lavoro. Dopo quasi quarant'anni di presenza, sono entrate nella quotidianità di tutti gli utilizzatori. Oggi quello che fa la differenza è soprattutto la formazione. Le agenzie si occupano, dopo aver reperito i fondi necessari presso il Fastt (Fondo d'azione sociale per il lavoro temporaneo), di organizzare dei corsi ad hoc per formare e informare il personale che verrà inserito presso le aziende clienti. Questa capacità è riconosciuta sia dai manager delle risorse umane che dai lavoratori interinali stessi, i quali sanno di potersi rivolgere alle agenzie per avere tutti i servizi utili all'inserimento di personale formato e qualificato.

È anche su questo aspetto che si giocano le trattative commerciali nel mercato francese: le società di lavoro temporaneo che offrono un miglior servizio formativo, infatti, sono quelle che riescono a ottenere i maggiori risultati in termini sia di qualità che di fatturato.

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