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Lavoro

VISION/ Gli “occhiali” che fanno lavorare meglio

Non è immaginabile alcuna autentica forma di professionalità, spiega FRANCESCO SANSONE, senza l’esercizio della capacità di una vision lungimirante

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Non è immaginabile alcuna autentica forma di professionalità senza l’esercizio della capacità di una vision lungimirante nel raggiungimento degli obiettivi attraverso la perspicacia nel prevedere gli eventi nelle diverse situazioni, nell’incertezza e nella complessità.

Il termine usato da Aristotele per indicare quella che noi chiamiamo lungimiranza è phronesis, che deriva da phren, mente, senno, e letteralmente significa azione della mente, prudenza. Forse sarebbe meglio, per abbracciare tutta l’ampiezza del suo significato, tradurlo con “saggezza”, piuttosto che con “prudenza”, termine che, come abbiamo visto, nel linguaggio moderno ha assunto un significato alquanto ristretto.

Aristotele, nel definire la prudenza nel libro VI dell’Etica Nicomachea, presenta il modello di quello che egli considera l’uomo saggio: questi non è un filosofo, o un poeta, o comunque uno scrittore, bensì un uomo d’azione, anzi quello che noi oggi chiameremmo un uomo di governo, un leader, ma che gli antichi chiamavano più precisamente un politico: l’ateniese Pericle.

«Noi pensiamo - afferma Aristotele - che Pericle e gli uomini come lui sono saggi, perché sono capaci di vedere ciò che è bene per loro e per gli uomini in generale; e tale capacità hanno, secondo noi, gli uomini che sanno amministrare una famiglia o una città».

La lungimiranza rende capaci di valutare il singolo caso alla luce del bene comune, distinguendo tra la previdenza e la preoccupazione per il futuro. A ciascun tempo, infatti, appartiene la propria sollecitudine o preoccupazione: all’estate si addice la cura del mietere, all’autunno quella della vendemmia. Perciò, se in estate uno già fosse preoccupato della vendemmia, anticiperebbe senza motivo la preoccupazione per il futuro. Educare alla capacità di visione significa educare all’autodecisione cosciente, al senso della responsabilità personale, attraverso l’esercizio dei diversi momenti in cui si articola l’atto lungimirante: conoscenza, giudizio e leadership.


COMMENTI
05/07/2011 - Complimenti (Francesco Mannino)

Complimenti per le ottime considerazioni che condivido in pieno. Penso che ogni decision maker avrebbe bisogno di un un bel paio di "occhiali". Purtroppo, mi sembra che non sempre sia così....anzi nella nostra società e, conseguentemente, anche nei sotto-sistemi che la compongono, prevale spesso l'approccio di "breve periodo" dove si cerca di ottimizzare il risultato immediato, non prendendo minimamente in considerazione gli effetti che tali scelte avranno nel lungo periodo. Si tratta di un approccio irresponsabile che ritengo una delle cause della crisi che stiamo vivendo, per superare la quale occorrerebbe una visione lungimirante ed un più diffuso senso di responsabilità e rispetto verso gli altri.