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QUALCOSA DI SINISTRA/ Gli operai di oggi? Contenti ma soli, crollati come il muro di Berlino

Un operaio al montaggio (Foto Imagoeconomica) Un operaio al montaggio (Foto Imagoeconomica)

Insomma, e in parole povere: si sta passando da un eccesso all'altro. Dal “no su tutto” del pansindacalismo parassitario degli anni Settanta; al “sì su tutto”, che questi ragazzi sono portati a dire, e che il marchionnismo auspica. Esiste una terza via: la collaborazione intelligente, l'aziendalismo consapevole, la laboriosità umanistica. Ma come ogni “terza via” è la più giusta e insieme la più difficile da capire e praticare.

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COMMENTI
23/06/2011 - Operai inesistenti al centro (Giuseppe Crippa)

L'articolo è davvero interessante, anche se la mia lettura è un pochino diversa: in particolare non mi pare ci sia adesione acritica alle scelte aziendali da parte degli operai che conosco – lavoro in una azienda chimica medio grande, quanto la consapevolezza del fatto che sia più produttivo spendere individualmente la propria posizione di forza (nei rari casi in cui tale posizione esista) che metterla a disposizione dei compagni. Questo è sempre stato vero nelle piccolissime aziende, non tutelate sindacalmente, ma mi sembra lo sia sempre più anche nelle aziende medio grandi. Questo non significa aderire acriticamente alle scelte aziendali, ma più prosaicamente pensare solamente a se stessi. Condivido la conclusione: La “terza via” della collaborazione intelligente, dell'aziendalismo consapevole, della laboriosità umanistica è la più giusta e insieme la più difficile da capire e praticare. Non è un caso, secondo me, che solo il 3% degli operai si schieri politicamente al centro.