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Lavoro

DONNE LICENZIATE/ Inzago, azienda lascia a casa solo le operaie, scoppia il caso

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La Ma-Vib tenta una sola replica, dicendo che la cassa integrazione e adesso i licenziamenti sono stati imposti da "ragioni oggettive": Nessun accenno al caso donne. I titolari (nonno, padre e nipote) non rilasciano commenti e rimangono chiusi nei loro uffici. Ma la Fiom, il sindacato che segue la situazione, è sul piede di guerra. Non solo, intervengono anche rappresentanti della scena politica. Per il consigliere regionale Giulio Cavalli si tratta di una decisione sessista che nel mondo del lavoro non deve trovare spazio. "Le motivazioni addotte alla base dell’interruzione del rapporto lavorativo non sono disattenzioni, ma scelte consapevoli che relegano le donne al ruolo di massaie e casalinghe che, per hobby, decidono di lavorare. Questo atteggiamento non è solo un insulto di stampo medioevale, ma anche un preoccupante segnale di discriminazione sociale" aggiunge il politico. Gli fa eco l'assessore provinciale alle Pari opportunità Cristina Stancari: "Un’azione gravissima che denota una totale mancanza di rispetto e discriminazione nei confronti delle donne. Un ritorno al passato che non può essere tollerato e giustificato in alcun modo".