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Lavoro

MANOVRE/ Così Marchionne e Fiom sfidano ancora Confindustria e sindacati

Emma Marcegaglia, Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso dopo la firma dell'accordo (Foto Ansa)Emma Marcegaglia, Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni e Susanna Camusso dopo la firma dell'accordo (Foto Ansa)

Tutte differenze ineliminabili. Eppure, l’accordo raggiunto tra Confindustria e sindacati che fa cadere l’isolamento della Cgil, rappresenta un passo importante nella direzione giusta: più spazio alla contrattazione aziendale, non deroghe, ma “intese modificative”, verifica della rappresentanza (anche su questo tema così delicato la Costituzione è rimasta lettera morta), validità degli accordi se approvati dal 50% più un voto. La commissione interna della Volkswagen è eletta direttamente dalla base e nel consiglio di sorveglianza sono presenti sia esponenti sindacali, sia rappresentanti diretti di operai e impiegati. Anche di questo deve tener conto chi parla di modello tedesco e poi vuole il monopolio sindacale.

La prova del fuoco resta sempre la Fiat. E qui l’intesa non suscita l’entusiasmo di Marchionne e trova l’ostilità aperta della Fiom che, persi i referendum in fabbrica, segue la via giudiziaria. A questo punto sta alle confederazioni che hanno siglato l’accordo rilanciare la sfida, prendendo per buone le promesse del manager dal pullover nero e chiedendogli di passare dalle parole ai fatti.

Non aveva detto in televisione, davanti a Fabio Fazio, di esser disposto ad aumentare i salari, a concedere gratifiche e addirittura a garantire retribuzioni tedesche se i lavoratori avessero accettato le nuove condizioni di lavoro? Ciò è avvenuto in tutti gli stabilimenti. Quali sono i risultati? In alcuni casi come a Mirafiori e Pomigliano la verifica ci sarà solo l’anno prossimo, quando entreranno in produzione i nuovi modelli. Ma almeno allora i dipendenti avranno un bonus pari a una quota dei profitti, magari anche loro il 10%, visto che debbono lavorare come a Wolfsburg?

Il coraggio di cambiare, una strada nuova. Così Il Sole 24 Ore ha salutato l’accordo che si deve alla tenacia di Emma Marcegaglia e al coraggio di Susanna Camusso. È caduto l’isolamento della Cgil e l’ostracismo (di bottega, politico, biografico) nei suoi confronti. Bene, che sia una ripartenza per tutti.

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