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Lavoro

IL CASO/ Le tre "virtù" che portano all’eccellenza nel lavoro

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L’essere umano è comunque chiamato a realizzare se stesso nella ricerca della felicità, del “bene”, che assume pur sempre una dimensione soggettiva nella ricerca del senso per ciascuno e con questo potrebbe nascere una riflessione sul tema della libertà, ma ci porterebbe al di fuori dei confini di questo contributo.

Le condotte competence attitude definite come etiche derivano dall’esercizio e dalla costituzione di atteggiamenti, disposizioni costanti: così, ad esempio, non basta un singolo atto di coraggio per definire coraggioso un uomo, ci vuole piuttosto l’abitudine ad agire coraggiosamente nelle situazioni e nelle circostanze più disparate, come ben descritto da Aristotele nell’Etica Nicomachea.

Per perseguire risultati d’eccellenza nella vita professionale, ritengo sia quindi prescrittivo esercitare nell’ambito del modello più ampio del “pensiero flessibile” le competence attitude relative alla “lungimiranza”, “trasparenza” e ”perseveranza”, che fanno comunque riferimento alle virtù greco romane della prudenza, giustizia e fortezza, proprie e fondative del pensiero occidentale.

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