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Lavoro

IL CASO/ Un laboratorio contro la disoccupazione dei giovani

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Il compito che attende un po’ tutti è arduo, perché si tratta di mettere in campo esperienze funzionanti e perché quanto descritto lo devono voler realizzare la scuola a ogni livello e per ogni profilo (non solo universitario), chi si occupa di formazione professionale, gli imprenditori e i manager delle aziende, gli operatori di settore: ognuno con il proprio contributo. Attraverso l’incontro con soggetti che si prendano a cuore e in carico una formazione rivolta ai giovani capace di far crescere uomini e donne in grado di affrontare questa situazione e di percepire che il lavoro si compie sia come espressione di sé che come servizio utile, qualche passo è possibile.

Il mondo del lavoro ha infatti una valenza educativa fondamentale per le persone: occorrono esperienze che consentano di far comprendere a ogni livello che la pura espressione di sé senza un riscontro oggettivo, nella realtà, della propria utilità non serve e non tiene nel tempo, facendo decadere il più delle volte anche l’impeto espressivo.

Il lavoro non può essere vissuto a lungo come un male necessario, subìto come la mera esecuzione di un compito dualisticamente contrapposto a una sfera della cultura che eleverebbe l’uomo! Incontrando i giovani che si affacciano al mondo del lavoro risulta evidente che istruzione, formazione e lavoro vanno sviluppati in chiave unitaria, educando l’uomo a un’esperienza positiva di sé e del mondo in ogni fase della propria vita, rendendolo in tal modo un po’ più capace di autentica libertà e responsabilità.

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