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Lavoro

INDAGINE/ Il patto "segreto" che rilancia imprese e lavoro

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I temi sondati sono stati: le condizioni di lavoro oggettive e quelle percepite, la propensione alla partecipazione, all’innovazione e al rischio d’impresa, la contrattazione e il ruolo del sindacato, la soddisfazione per il lavoro svolto, il prestigio assegnato al lavoro e alle diverse occupazioni.

Non è agevole delineare un profilo omogeneo dei lavoratori, ma gli esiti sono a dimostrare quanto poco si conoscano gli orientamenti di una quota largamente maggioritaria fra gli occupati. Soprattutto, di un livello di “reciprocità” degli interessi fra lavoratore e impresa di assoluto rilievo. Al punto che, per la maggioranza dei casi, si potrebbe sostenere che siamo di fronte a “lavoratori imprenditivi”, nel senso di attori disponibili a investire sul proprio futuro professionale, a un diverso rapporto con l’impresa fatto di maggiore coinvolgimento e partecipazione, in non pochi casi anche di compartecipare al rischio legato all’innovazione []. Come a dire che la scrittura di un “new deal” fra i produttori può trovare già oggi un retroterra culturale più favorevole di quanto non si potesse ipotizzare.

In due successivi articoli (il primo verrà pubblicato domani) vogliamo quindi offrire alcuni spunti riflessivi in forma di sintesi, così come emergono dai risultati della ricerca realizzata.

 

(1 - continua)

 

[4] Sul tema della necessità di promuovere una “società imprenditoriale” rinvio alle riflessioni di E. Rullani, Verso una società imprenditoriale consapevole, in G. Nardozzi e L. Paolazzi (a cura di), Costruire futuro, op. cit.

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