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Lavoro

FIAT/ La "vendetta" di Marchionne può lasciare l’Italia a piedi

Sergio Marchionne (Foto Ansa)Sergio Marchionne (Foto Ansa)

Fiat dovrebbe chiudere il secondo trimestre in utile per oltre 100 milioni di euro, secondo le stime degli analisti, ma è risaputo che dall’Italia arrivano solo perdite per il gruppo. Sergio Marchionne ha ripetuto più volte che non è possibile andare avanti in questo modo. Il cambio delle relazioni sindacali era uno dei passi necessari per poter continuare a investire nel nostro Paese.

Fiat è ormai un player internazionale, avendo acquisito Chrysler. Non è certo un attore globale come Volkswagen, vista la debolezza in molti dei paesi a maggiore crescita economica (India e Cina in primis), ma certamente non è più la vecchia Fiat italiana che una certa classe politica e sindacale hanno ancora in mente.

I problemi di Fiat arrivano soprattutto dal mercato europeo, dato che quello americano sembra in forte ripresa. Nel primo semestre del 2011 vi è stato un sorpasso importante, che è stato sottolineato da pochi analisti. Chrysler ha venduto negli Stati Uniti 640.000 autovetture contro le 527.000 vendute nello stesso periodo dello scorso anno. Fiat, invece, ha visto cadere le vendite in Europa a 530.000 veicoli contro i 606.000 venduti nel primo semestre del 2010. Chrysler vale di più in termini di vendite negli Stati Uniti di quanto valga Fiat in Europa. Un sorpasso che evidenzia che gli equilibri nel gruppo torinese cambieranno molto velocemente.

La sentenza forse accelera un percorso già segnato. Fiat non è più un’azienda italiana, ma un player internazionale.

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COMMENTI
19/07/2011 - GIUSTO ma.... (Guido Gazzoli)

per vendere le auto occorrono i SOLDI...se si continua così FIAT rischia di non vendere nulla. Sarebbe ora di iniziare a vedere anche il rovescio della medaglia..ergo...tornare a considerare i lavoratore come risorsa e trattarlo come tale , rispettandolo.La germania ce lo insegna...da noi gli adeguamenti degli stipendi se li fa solo la casta. D'altronde circa tre secoli fa un tale Smith scriveva più o meno che senza codici etici e morali il capitalismo non avrebbe servito il progresso ma si sarebbe trasformato in un fabbricante di miseria... Il piqatto è servito... Guido Gazzoli

 
19/07/2011 - marchionne rispetti i patti (francesco taddei)

ormai basta che piove e tutti i contratti vengono messi in discussione