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IL CASO/ 2. La regola d’oro per trovare il lavoro “vero”

La trasparenza, la verità, la sincerità sono valori importanti anche nel mondo del lavoro, dove fondamentale è la fiducia. FRANCESCO SANSONE ci spiega perché

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Il dovere di dare a ciascuno il suo è alla base di ogni giusto ordinamento sociale e, quindi, di una pacifica e operosa convivenza professionale. In particolare, nei rapporti interpersonali è importante il dovere di dire la verità, ovvero essere sinceri e trasparenti, per la creazione di relazioni autentiche e durevoli nel tempo.

La sincerità va oltre il semplice divieto di dire false testimonianze, dal momento che tutte le manifestazioni esteriori dei nostri sentimenti e pensieri attraverso parole, gesti, azioni, possono riguardare tale comportamento. Quale forma di convivenza sarebbe infatti pensabile senza la fiducia reciproca che nasce dal dirsi l’un l’altro la verità?

Aristotele nel libro V del’'Etica Nicomachea, chiama giustizia il díkaion, la dikaiosyne - che somiglia molto a ciò che noi chiamiamo oggi “diritto”. Secondo Aristotele, è verace chi, nelle circostanze dovute, dice di se stesso quello che è, né di più, né di meno, mostrandosi nelle proprie parole e nei propri atti come autenticamente è.

La trasparenza è molto importante nel determinare la qualità delle relazioni e quindi il valore del capitale sociale, e il maggior attentato alla convivenza è proprio la menzogna con le sue molte varianti e sfaccettature, reticenza, intrigo, mormorazione.

In particolare, la menzogna con la quale si vuole intenzionalmente danneggiare il prossimo assume una rilevante gravità; non è però priva di ripercussioni dannose la bugia di chi ha contratto tale abitudine forse per deformazione professionale, fino a godere della menzogna e a rifiutarsi di smentire coloro che lo tacciano di bugiardo.

Capostipite di questi mentitori “sinceri” può essere ritenuto Machiavelli, che confida a Guicciardini: “Da un tempo in qua io non dico mai quello che io credo, né credo mai quello che io dico, e se pure mi vien detto qualche volta il vero, io lo nascondo fra tante bugie, che è difficile a ritrovarlo”. Viene in mente il celebre personaggio di Dostoevskjj che confessa: “Ho mentito per tutta la vita. Anche quando dicevo la verità. Io forse mentisco anche ora. Il peggio è che credo a me stesso quando mentisco. La cosa più difficile nella vita è vivere senza mentire, e senza credere nella propria menzogna”.