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Lavoro

MANOVRA/ Camusso (Cgil): così il governo minaccia lavoro e famiglie

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi (Foto Imagoeconomica)

Noi non appoggeremo mai una legge “ad aziendam”, né tantomeno una legge che renda alternativo il contratto aziendale rispetto a quello nazionale. Ed è questo ciò che abbiamo scongiurato con l’ipotesi di accordo del 28 giugno. Quanto alla sentenza posso dire che finalmente c’è il riconoscimento della libertà che devono avere i lavoratori di iscriversi al sindacato che vogliono e di poter avere i loro rappresentanti. Tutto ciò che era stato negato dagli accordi separati. Si è sancito il fallimento di un modello fondato sull’esclusione, perché la sentenza afferma che non si può escludere un sindacato. Adesso sarebbe utile che Fiat, invece di sospendere la decisione sugli investimenti, riaprisse il confronto.

 

Guardando al quadro d’insieme, gli ultimi dati internazionali sembrano segnalare una stabilizzazione del tasso di disoccupazione e un suo lento ma graduale calo. I livelli restano, però, superiori al 2007/2008, quando è cominciata la crisi internazionale. Come si può recuperare ancora terreno? Cosa serve all’Italia per crescere in maniera meno asfittica e più decisa?

 

I dati sono ancora troppo altalenanti, frutto di una situazione che non si è assolutamente stabilizzata. Il nostro Pil è ancora molto al di sotto rispetto ai dati pre-crisi e con questi dati di crescita ci vorranno diversi anni per ritornare al punto di partenza. Per recuperare terreno serve la crescita: noi abbiamo dato il nostro contributo con l’ipotesi di accordo del 28 giugno, ma è il governo che, con politiche economiche e politiche industriali mirate, deve fare la sua parte. Noi continueremo attraverso la mobilitazione a sollecitare il cambiamento della manovra per poter garantire al Paese e ai suoi giovani un futuro.

 

(Lorenzo Torrisi)

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