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IL CASO/ La "fame" che può aiutare i giovani a trovare lavoro

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Il mercato del lavoro globale, volenti o nolenti, non consente scappatoie. È necessario essere preparati, motivati e decisi più degli altri e pronti a confrontarsi con una mobilità inevitabile. Non possiamo più permetterci che un falso pudore faccia sì che si ondeggi tra la semplice protesta o denuncia di un contesto in qualche modo non favorevole e il desiderio di ritirarsi dalla competizione per non sporcarsi le mani, per poi puntualmente lamentarsi di come sono gestite le aziende o il settore pubblico.

Avere delle qualità e non metterle in pratica è un peccato contro il bene comune. Educare a usare e mettere a frutto i propri talenti è da sempre un obiettivo di ogni sistema educativo e così anche riconoscere che chi possiede dei talenti e capacità è chiamato da questa responsabilità ad assumere posizioni di rilievo nella società. Fare del proprio meglio, significa anche indicare nel mondo del lavoro questa possibilità, continuando ad avere certi valori. Mettere nel tessuto connettivo delle imprese come del settore pubblico le loro visioni e le loro idee, declinandole con intelligenza sociale e coraggio.

È indispensabile affiancare a rispettabili rivendicazioni politiche una sana dose di passione e tenacia nel perseguire le proprie aspirazioni. Un atteggiamento di ritrovato impegno e dedizione nel perseguire gli obiettivi che ci si è dati, sapendo che proprio perché il contesto non è favorevole, sarà necessario perché ognuno sia ancora più affamato nel conquistarsi un lavoro con cui convivere con soddisfazione per una vita intera; perché, alla fine di tutto, di questo si tratta.

A queste doti bisogna affiancare quella abnegazione e quel coraggio tipico della cultura d’impresa che hanno fatto da ascensore sociale per moltissimi nelle precedenti generazioni. Ricomporre questo connubio può essere una via possibile per incidere con la propria storia personale in un mercato del lavoro complesso e frammentato, ma proprio per questo sempre alla ricerca di percorsi di successo personale.

Se questa è una generazione che si confronta con un contesto molto più complicato e arido, allo stesso tempo ha degli strumenti di mobilità fisica e intellettuale superiori al passato, è allora il momento di ritrovare un po’ di sana fame.

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