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Troppa teoria va a scapito dell'occupabilità

I dati del primo rapporto del Sistema Informativo Excelsior Excelsior individuano con chiarezza un paradosso tipicamente italiano. Ce ne parla EMMANUELE MASSAGLI

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Mercoledì scorso è stata presentato il primo rapporto del Sistema Informativo Excelsior realizzato con cadenza trimestrale e su base provinciale. Si tratta di un’innovazione fortemente voluta dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi, che già nella conferenza stampa dello scorso dicembre della Cabina di Regia per l’occupabilità dei giovani parlava dell’esigenza di identificare, in intervalli più ristretti dell’anno, le principali tendenze delle professioni richieste dal mercato del lavoro.

È importante conoscere il fabbisogno professionale per contrastare il marcato disallineamento formativo tra le competenze richieste dalle imprese e quelle formate dai percorsi professionali, scolastici e universitari. Per venire incontro a questa esigenza il Sistema Informativo di Unioncamere e Ministero ha triplicato la base campionaria annua (vengono ora intervistate 240.000 imprese) e ha quadruplicato il numero delle pubblicazioni annuali (una a trimestre più il rapporto annuale), garantendo contestualmente un bollettino per ognuna delle 105 province italiane.

La vera forza dello strumento non è però nello sforzo statistico di per sé, ma nella possibilità che questi dati hanno di indirizzare l’offerta degli istituti di istruzione e di formazione, in particolare quelli tecnici e professionali, le azioni degli orientatori e le scelte di ragazzi e famiglie. Il successo dell’operazione sarà da valutarsi a posteriori e sarà proporzionalmente connesso al grado di influenza di queste rivelazioni sulle scelte dei soggetti citati. Non è una sfida da poco nell’ottica di una migliore occupabilità dei nostri giovani e della riqualificazione dei disoccupati che, soprattutto in un periodo di crisi come questo, non necessitano di parole, ma di politiche attive concrete e spendibili.

Ancora una volta i dati Excelsior individuano con chiarezza un paradosso tipicamente italiano: nonostante gli allarmanti dati sulla disoccupazione giovanile, e ancor più sull’inattività, le imprese dichiarano essere di “difficile reperimento” il 20% delle assunzioni non stagionali (era addirittura il 26% in piena crisi). Si tratta, soprattutto, di tecnici della sanità e dei servizi sociali, ingegneri, operai metalmeccanici, conduttori di macchinari mobili, addetti ai servizi alla persona, elettromeccanici, operai della chimica e della plastica: oltre il 30% del fabbisogno di queste figure non è coperto o “arrangiato”.