BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Troppa teoria va a scapito dell'occupabilità

Foto Imagoeconomica Foto Imagoeconomica

Come si spiega questo apparente controsenso? Probabilmente nella sottovalutazione della formazione per l’occupabilità che le istituzioni italiane hanno prolungato per anni. Molte delle professioni più ricercate hanno una caratterizzazione pratico/manuale, eppure la scuola e l’università italiana sono concentrate innanzitutto sull’aumento delle conoscenze teoriche scisso dalla dimensione pratica. Da almeno quarant’anni il lavoro manuale (con tutte le sue potenzialità teoriche e culturali) è scarsamente considerato dal nostro impianto formativo, di impostazione ancora molto scolasticistica.

La ragione, talvolta involontaria, di questo squilibrio verso la conoscenza teorica è forse da ricercarsi in una matrice culturale che concepisce la conoscenza pratica e l’attività manuale come strada di “serie B”, un ripiego col sapore della sconfitta personale. È al contrario necessario, i dati di Unioncamere lo confermano, affermare più che mai la valenza educativa e formativa di ogni forma di lavoro, nonché la pari dignità di ogni attività lavorativa. Allora il superamento della cortina di vergogna verso le soluzioni formative tecniche e professionali (da settembre rilanciate dall’atteso avvio degli Istituti Tecnici Superiori, ITS) sarà occasione per mettere al centro il talento di ogni ragazzo alle prese con la scelta del percorso secondario superiore.

Tanto più che quelle soluzioni si dimostrano di “successo”: oltre 170.000 giovani si sono già iscritti ai percorsi triennali regionali di Istruzione e Formazione Professionale e due recenti ricerche nazionali (curate da Isfol e dalla Fondazione per la Sussidiarietà) certificano gli ottimi esiti occupazionali di questa scelta. Come diceva don Bosco, c’è chi ha “l’intelligenza nelle mani” ed è questo il dato reale da cui partire, non la convenzione sociale o il progetto ministeriale. Se la vocazione al lavoro manuale non è assecondata già dall’adolescenza è molto improbabile che si riesca a coltivarla in seguito.