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Lavoro

MANOVRA/ Bonanni (Cisl): sì a patrimoniale e più Iva, ma non tocchiamo le pensioni

Raffaele Bonanni (Foto Ansa)Raffaele Bonanni (Foto Ansa)

I provvedimenti del governo sul mercato del lavoro hanno recepito le intese delle parti sociali in materia di contrattazione aziendale e produttività. Noi pensiamo che la legge debba continuare ad avere un ruolo di sostegno, come è accaduto in questa circostanza, al di là di alcune critiche ingenerose e discutibili. Le materie del lavoro resteranno di competenza degli accordi sindacali. Stiano tranquilli quanti vogliono far politica, strumentalizzando le vicende sindacali.

 

Lei oggi al Meeting di Rimini partecipa all’incontro dal titolo “Il sistema Paese”. Come vede la situazione e le prospettive di crescita dell’Italia? Che ruolo possono e devono avere i sindacati, le imprese e le banche?

 

Non ci può essere crescita senza risanamento dei conti. Non c’è un prima e un dopo. Le due cose devono camminare insieme. Ecco perché abbiamo sollecitato un patto sociale in cui ognuno faccia la propria parte: governo centrale, regioni, enti locali, opposizione, banche, imprese, sindacati. Ciascuno deve assumersi il proprio pezzo di responsabilità per favorire da un lato la riduzione della spesa, dei privilegi e degli sprechi della macchina pubblica; dall’altro lato bisogna sbloccare tutti i progetti di sviluppo e favorire i nuovi investimenti nei settori dell’energia pulita, dei trasporti, delle infrastrutture, della ricerca.

 

Perché è così importante questo patto sociale?

 

Solo attraverso di esso, in uno spirito di nuova unità nazionale, come più volte sollecitato dal Presidente della Repubblica, il nostro Paese potrà uscire da questa situazione. Le manovre economiche per quanto utili e necessarie hanno bisogno di un clima di coesione sociale e di responsabilità collettiva per essere davvero efficaci.

 

Al Meeting mercoledì arriverà John Elkann, Presidente di Fiat. Pensa che, grazie anche alle norme sui contratti contenute nella manovra, non ci siano più alibi per il blocco agli investimenti di Fabbrica Italia?

 

La Fiat non potrà che giovarsi dei provvedimenti del governo, che danno ancora più certezza agli investimenti della casa torinese nel nostro Paese. Spero che Marchionne sappia cogliere la volontà evidente di una larga parte del sindacato e dell’opinione pubblica italiana perché la Fiat continui a investire in Italia.

 

(Lorenzo Torrisi)

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