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Lavoro

IL CASO/ Santini (Cisl): tre "firme" per combattere la disoccupazione giovanile

In Italia si è bloccato, spiega GIORGIO SANTINI, l’accesso al mercato del lavoro per i giovani, che aumentano le file dei disoccupati. La situazione si può migliorare con tre strumenti

Foto ImagoeconomicaFoto Imagoeconomica

L’ultima rilevazione Istat (dati provvisori di giugno) ci dice che in Italia la disoccupazione giovanile si attesta al 27,8%. La Confartigianato mercoledì ci ha invece segnalato che nel nostro Paese ci sono quasi 1,2 milioni di under 35 senza lavoro e che la disoccupazione nella fascia di età 15-24 anni (29,6%) è la più alta d’Europa. «È l’ennesima conferma - ci dice Giorgio Santini, Segretario generale aggiunto della Cisl, commentando questi dati - di una tendenza in atto ormai da quando è iniziata la crisi: per i giovani si è bloccato il già debole canale di accesso al mercato del lavoro. È un problema che sta diventando strutturale e che richiede quindi politiche dedicate».

Quali in particolare?

La prima è sicuramente la riforma dell’apprendistato. Bisogna poi anche incentivare con più forza l’assunzione dei giovani, soprattutto nel Mezzogiorno, con il credito d’imposta per le imprese che lo fanno. Infine, va affrontato in maniera seria il tema della scuola, perché a causa della sua crescente “licealizzazione” (in atto ormai dalla metà degli anni Novanta) abbiamo molti giovani che completano il ciclo degli studi senza aver acquisito quelle qualifiche che sono richieste dal mercato del lavoro.

Confartigianato ha messo in evidenza che l’Italia ha il record negativo in Europa per la disoccupazione giovanile. Eppure ci sono nazioni che hanno un dato più elevato (in Spagna supera il 40%)...

Effettivamente noi abbiamo un problema che nelle statistiche si deduce solo in parte: soprattutto nella fascia 15-24 paghiamo una permanenza nel mondo scuola di circa due anni superiore rispetto alla media europea. La nostra situazione è comunque grave e dovuta soprattutto al fatto che si è bloccato l’accesso al lavoro.

Prima ha evidenziato l’importanza della riforma dell’apprendistato, un tema di cui parlerà oggi in un incontro al Meeting di Rimini. Quando sarà operativa?

La riforma l’abbiamo ormai fatta. Il vero punto della questione sta nel fatto che non va applicata freddamente, ma con politiche dedicate. In questo ci sarà molto spazio per le parti sociali e per le autonomie regionali. La riforma sostanzia meglio i tre profili di apprendistato già previsti dalla vecchia legge. Si tratta di tre ambiti nei quali vediamo una soluzione a tre diversi aspetti della disoccupazione giovanile.

Ci spieghi meglio.


COMMENTI
26/08/2011 - Sciopero generale per alimentare la disoccupazione (celestino ferraro)

Sarebbe bello che la Camusso si convertisse e dalla sua conversione sgorgasse il lavoro per i giovani: Ninfa Egeria della CGIL, protettrice della gioventù.