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IL CASO/ Santini (Cisl): tre "firme" per combattere la disoccupazione giovanile

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La manovra finalmente va nella direzione di chiedere più sacrifici ai redditi alti, ma dimentica in maniera abbastanza curiosa una fascia molto ampia di redditi che non sono censiti come alti dall’Irpef, perché sono fatti di patrimonio, beni di lusso e rendite professionali. L’equità va quindi migliorata, perché ora paga chi ha redditi da lavoro dipendente, ma non gli autonomi e i professionisti. Chiediamo quindi che il contributo di solidarietà sia integrato con la verifica delle rendite da stato patrimoniale, per esempio immobiliare o mobiliare, perché considerare solamente il reddito può risultare fuorviante.

 

E per i costi della politica?

 

Ci sono già delle misure nella manovra, ma pensiamo che debbano essere inserite in un progetto più ampio di semplificazione, soprattutto per quel che riguarda i livelli istituzionali, superando le province, e di forte liberalizzazione di tutti i servizi pubblici locali, in modo da sottrarli alle logiche clientelari.

 

Nella manovra ci sono anche misure riguardanti il lavoro e la contrattazione che hanno fatto molto discutere. C’è anche chi parla di norme per aggirare l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Cosa ne pensa?

 

Si tratta di provvedimenti secondo cui gli accordi aziendali - purché nell’ottica di favorire l’occupazione, gli investimenti e lo sviluppo - possono trattare materie che finora sono state riservate esclusivamente alla legge, tra cui le conseguenze del recesso (il licenziamento). Dato che questo è però subordinato agli accordi sindacali, non ci spaventa. Abbiamo solo chiesto (e crediamo che la richiesta possa essere accolta), che venga meglio precisato quali sono i soggetti che possono fare questi accordi.

 

Perché?

 

Perché nel testo si fa riferimento a rappresentanze sindacali operanti in azienda, che è un termine molto generico e che presenta qualche rischio. Chiediamo quindi che si aggiunga un riferimento alle organizzazioni maggiormente rappresentative, in modo da riprendere anche quanto previsto dall’accordo del 28 giugno sulla rappresentatività. Per il resto, nella manovra ci sono misure molto interessanti sul lavoro, come ad esempio il fatto che per la prima volta una legge italiana prevede il reato di sfruttamento del lavoro, che viene reso punibile con il carcere da 5 a 8 anni solo per il “caporalato”. Questo dovrebbe anche aiutare a contrastare il fenomeno del lavoro in nero.

 

Sul fronte delle pensioni si è invece aperta una sorta di “guerra”. Perché ritenete che non vadano toccate?


COMMENTI
26/08/2011 - Sciopero generale per alimentare la disoccupazione (celestino ferraro)

Sarebbe bello che la Camusso si convertisse e dalla sua conversione sgorgasse il lavoro per i giovani: Ninfa Egeria della CGIL, protettrice della gioventù.