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Lavoro

IL CASO/ Santini (Cisl): tre "firme" per combattere la disoccupazione giovanile

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La questione è semplicissima. Sulle pensioni si sta intervenendo in maniera sistematica già dal 1995. Ora siamo ormai arrivati a un punto di stabilizzazione con tre meccanismi ormai definiti. Il primo è quello contributivo che tra due anni entrerà in vigore e sarà a regime per cui si prende quello che si versa. Poi c’è l’innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, quindi a un parametro oggettivo. Infine la parità di trattamento tra uomini e donne che sarà raggiunta l’anno prossimo nel settore pubblico e arriverà gradualmente anche nel privato. Detto questo, capisco che si voglia intervenire sulle pensioni dato che sono una parte di spesa molto ampia (250 miliardi di euro), per cui anche un loro piccolo “ritocco” aiuta molto a “fare cassa”, ma è profondamente sbagliato farlo sul piano del metodo, perché il sistema pensionistico deve stare in equilibrio. E ora lo è: per questo è inutile toccarlo.

 

La Cgil ha intanto deciso di proclamare uno sciopero generale per il 6 settembre. Cosa ne pensa?

 

Questa decisione arriva veramente come un fulmine a ciel sereno. Fino a due giorni fa c’era una chiara alleanza tra le forze sociali, tanto che il 4 agosto avevamo presentato un documento comune che in buona parte ha avuto riscontro nella manovra e che ancora può migliorarla. L’ha siglato anche la Cgil che però improvvisamente ha scelto di andare per la propria strada. Lo sciopero, oltre a non essere generale in quanto sicuramente la maggioranza dei lavoratori non vi aderirà, non sembra aver possibilità di incidere sulla manovra, anche perché non è con il muro contro muro che si risolvono le cose. Inoltre, fa perdere valore a quella forte coesione sociale che avrebbe potuto svolgere un ruolo importante.

 

Ci aspetta un autunno caldo?

 

Noi della Cisl sappiamo che a settembre bisognerà darsi da fare sui temi della crescita e dello sviluppo, su cui la manovra poco incide. Si tratta di questioni che richiedono la massima alleanza sociale per poter essere finalmente affrontate. Spero quindi che non ci sia un autunno caldo di forte conflittualità sociale. Credo, invece, che ci debba essere un autunno caldo dal punto di vista della volontà di tutti di impegnarsi al massimo in termini di coalizione forte per lo sviluppo, per il bene comune e per salvaguardare le importanti acquisizioni sociali che abbiamo avuto in questi anni. Spero quindi che la Cgil recuperi lo spirito del 4 agosto, così che la coesione tra tutte le forze del lavoro e dell’economia possa essere una carta in più per aiutare una politica sempre più confusa e lacerata ad affrontare una crisi che non verrà sicuramente risolta da questa manovra.

 

(Lorenzo Torrisi)

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COMMENTI
26/08/2011 - Sciopero generale per alimentare la disoccupazione (celestino ferraro)

Sarebbe bello che la Camusso si convertisse e dalla sua conversione sgorgasse il lavoro per i giovani: Ninfa Egeria della CGIL, protettrice della gioventù.