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Lavoro

WELFARE E PENSIONI/ Olivelli: lavorare fino a 65 anni, per non rubare il futuro ai giovani

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In sostanza: «prima si esce dal lavoro, e più si pesa sui giovani e sugli altri lavoratori».  Altra questione annosa, quella delle pensioni di reversibilità. «Dovrebbe, in effetti, tener conto di chi la riceve. Spesso ci sono casi in cui vanno a persone che hanno già redditi propri, che magari non provengono dal lavoro ma da altre attività». Per quanto riguarda, invece, la revisione delle indennità di accompagnamento, la professoressa è decisamente dubbiosa: «legarle al reddito, detta così, è tranchant; ad esempio:dobbiamo tenere conto del reddito di chi? Del capofamiglia? Dell’invalido? Certo, ci sono delle anomalie e degli abusi. Ma, fatte le dovute eccezioni, e accantonati i casi più eclatanti (come chi riceve l’indennità pur avendo redditi milionari ndr) va ricordato che la maggior parte degli invalidi pesa sulla famiglia, e l’indennità è un aiuto a tutto il nucleo. Sarebbe necessario, anche se non è ovviamente possibile, esaminare caso per caso».

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