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IL CASO/ 2. I buoni consigli per fare il lavoro che piace a tutti

Nel mondo del lavoro il successo si ottiene spesso con piccoli passi e con la capacità di perseverare. FRANCESCO SANSONE ci spiega questa virtù professionale

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Nel mondo del lavoro il successo si ottiene spesso con piccoli passi e con la capacità di perseverare in percorsi di cui si percepisce a un tempo la difficoltà e la coerenza con gli interessi generali dell’azienda e dei colleghi e clienti. La determinazione non consiste quindi nell’aggressività immotivata, ma nella persistenza accompagnata dall’attenzione alle circostanze di tutti gli stakeholders.

Aristotele identifica la fortezza con il coraggio e la fa consistere nel “giusto mezzo tra l’impetuosità e la codardia” (Etica Nic. 1115a, 6). In particolare, senza una particolare forma di determinazione che possiamo definire magnanimità è inconcepibile la conquista di un qualunque traguardo professionale significativo.

Il magnanimo, secondo Aristotele, tende verso grandi cose; anzi, si ritiene degno delle più gradi cose e, perciò, cerca gli onori a costo di esporsi a grossi pericoli. Non ogni forma di grandiosità e di onore interessa il magnanimo. “Sarai magnanimo - dice Seneca - se non cercherai i pericoli come il temerario, né li paventerai come il pauroso, poiché niente rende l’animo pauroso, se non la coscienza di una vita riprovevole”.

Sa prendere posizione con chiarezza, senza attendere che il corso degli eventi decida per lui. Il fine dell’atto magnanimo è l’opera grande, ma la sua materia è il valore di cui tale opera è degna. In questa luce si comprende la ben nota bramosia che affliggeva il Gucciardini, umiliato e negletto, di vedersi “stimato e onorato dagli uomini, di mantenere fresca la sua reputazione […] perché lo essere in riverenza apprezzo agli altri uomini non si può che non sia cosa bella e beata”.

Il buon professionista accetta senza turbarsi gli avvenimenti e le variazioni della fortuna, non meravigliandosi dei voltafaccia degli uomini. E ciò che, invece, mal sopportava Machiavelli il quale, caduto in disgrazia, sentendosi inutile, chiedeva ai Medici che si servissero nuovamente di lui sia pure per “voltolare un sasso”. Sono molti, purtroppo, i professionisti che fanno confusione tra le loro qualità personali e il ruolo che occupano, andando irrimediabilmente incontro, per l’avvicendarsi delle cariche, a crisi esistenziali.