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RIFORME/ Pensioni e lavoro: le novità tra tagli e caccia al pareggio

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È ormai evidente che l’anticipo del pareggio di bilancio - annunciato da Berlusconi e Tremonti come frutto di un libero convincimento, ma in verità imposto dalla Bce - non potrà poggiare soltanto sulla cosiddetta riforma dell’assistenza, a cui sono attribuiti risparmi oggettivamente improbabili, a meno che non si intenda attuare un piano di vera e propria “macelleria sociale” a danno dei settori più deboli della società (e meno protetti dai sindacati).

Tutti si rendono conto che, se si vuole fare sul serio, è arrivato il momento di un ulteriore giro di vite sulle pensioni e la previdenza, non solo per il peso del sistema sul complesso della spesa pubblica, ma anche per l’opportunità di nuovi interventi in materia, essendo l’Unione ossessionata dagli effetti che gli andamenti demografici produrranno sulla sostenibilità dei modelli di welfare europei.

Pur non avendone alcun titolo (salvo una lunga esperienza nella materia) ci prendiamo la responsabilità di avanzare, di seguito, alcune proposte riguardanti le modifiche da introdurre al più presto nella manovra, allo scopo di rafforzarne i contenuti e di anticipare le scadenze, ben al di là degli specchi per allodole, come la “costituzionalizzazione” del pareggio, a cui i mercati non abboccheranno.

 

Assistenza: Il principale istituto del settore è quello attinente all’invalidità civile. Le prestazioni di carattere monetario sono la pensione (riconosciuta ai disabili in presenza di un certo grado di invalidità e a fronte di particolar requisiti reddituali) e l’indennità di accompagnamento (erogata alle persone che non sono in grado di compiere autonomamente le principali funzioni della vita quotidiana, a prescindere totalmente dal livello di reddito).

Nel 2011 il costo dell’invalidità civile a carico della fiscalità generale è previsto pari ad oltre 17 miliardi di cui 12 miliardi per l’indennità di accompagnamento. Per ridurre tale spesa (che cresce in progressione geometrica) si potrebbero adottare i seguenti provvedimenti: a) intensificazione dei controlli e delle verifiche; b) innalzamento del grado di invalidità richiesto per ottenere la pensione; c) introduzione di un tetto di reddito al di sopra del quale verrebbe meno la corresponsione dell’indennità di accompagnamento.



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